Solo le società di capitali (+0,6%) e le “altre forme” (cooperative e consorzi) (+0,3%) mostrano valori di crescita positivi mentre le società di persone (-0,1%) e le imprese individuali (-0,2%) diminuiscono la loro consistenza.
L’analisi delle attività economiche della nostra provincia evidenzia una contrazione per i comparti più tradizionali: l’agricoltura (-0,3%), le attività manifatturiere (-0,1%), le costruzioni (-0,3%), e il trasporto e magazzinaggio (-0,2%). Tra i servizi, vede una variazione di segno meno solo l’istruzione (-1,0%).
Il commercio e le attività finanziarie e assicurative rimangono stabili mentre le attività di alloggio e ristorazione (+0,4%), i servizi di informazione e comunicazione (+0,8%), le attività immobiliari (+0,4%), le attività professionali, scientifiche e tecniche (+1,4%), i servizi di supporto alle imprese (+1,0%), la sanità e assistenza sociale (+1,8%), le attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento (+1,5%) e gli altri servizi (+0,5%) mostrano un trend positivo.
Da segnalare un aumento delle aziende che operano nella fornitura di acqua, reti fognarie, attività di gestione di rifiuti e risanamento (+1,6%) e una diminuzione di quelle che operano nella fornitura di energia elettrica, gas vapore e aria condizionata (-2,9%) anche se la loro incidenza sul totale delle imprese è minima.
Il comparto artigianale, che rappresenta un terzo del totale delle imprese iscritte alla Camera di Commercio, mostra diminuzione: tra luglio e settembre il saldo tra aperture e chiusure di aziende artigiane è stato di 35 unità in meno, determinando una diminuzione del -0,3%, un dato inferiore rispetto sia al valore regionale (-0,1%) sia a quello nazionale (-0,1%).
