“Un intervento molto delicato – ha precisato il primario Benedetti – durato diverse ore, visto che la lesione intaccava tutti gli organi, in particolare rene e fegato. Abbiamo dovuto procedere con molta cautela, per evitare tra l’altro danni alla vena cava e all’aorta. È stata molto importante la fase preparatoria dell’intervento, che ha visto la collaborazione di diversi specialisti dei Dipartimenti Chirurgico-Ortopedico, Medico e dei Servizi”.
Il caso, infatti, è stato discusso nel corso di un incontro multidisciplinare con radiologi, chirurghi, oncologi e radioterapisti. Un gruppo di lavoro ormai consolidato che si riunisce settimanalmente per affrontare in modo integrato gli interventi eseguiti a livello aziendale.
L’attività di chirurgia generale dell’ASST di Mantova si svolge infatti in modo complementare nelle tre strutture di Mantova, Pieve di Coriano e Asola. Negli ultimi anni, gli sforzi in termini di organizzazione, risorse umane e tecnologiche hanno avuto l’obiettivo di costruire una rete che possa garantire una risposta completa all’intero territorio della provincia di Mantova, valorizzando le diverse vocazioni dei presidi.
L’ospedale di Mantova svolge un’attività chirurgica ad altissima complessità, quello di Pieve di Coriano ad alta, media e bassa complessità: complessivamente 3.000 interventi l’anno, il 75 per cento dei quali in ambito oncologico. Ad Asola, invece, si punta sulla bassa complessità.
“Gran parte della nostra attività – spiega Benedetti – riguarda la chirurgia oncologica. Il tumore più frequente sul quale interveniamo è quello al colon-retto”.
La Chirurgia Generale dell’ASST, tra l’altro, si colloca tra le eccellenze lombarde per il ricorso alla tecnica laparoscopica, utilizzata nel 75-80 per cento degli interventi.

