Sono cinque gli ambiti di intervento identificati dalle organizzazioni della filiera grano-pasta. Il primo riguarda l’incremento di disponibilità di grano duro nazionale, di qualità e prodotto in maniera sostenibile: oggi solo il 70% del fabbisogno dei pastai è coperto dalla produzione interna (a inizio ‘900 si copriva il 10%, solo nell’ultimo biennio l’incremento è stato del 5%).
Il secondo riguarda i premi di produzione legati al raggiungimento di standard qualitativi del grano, mentre il terzo comprende la concentrazione dell’offerta di grano duro tramite il censimento dei centri di stoccaggio idonei alla sua conservazione (circa mille in Italia, ma solo il 26% per il duro).
Altro punto fondamentale è quello concernente la formazione, la ricerca e l’innovazione nella filiera italiana grano-semola-pasta, con collaborazioni con aziende, start-up e nuove realtà imprenditoriali da sviluppare al massimo.
Infine la promozione e la difesa dell’immagine della pasta italiana e della sua sicurezza, tramite la tracciabilità informatica dei vari passaggi della filiera: «Questo protocollo – ha detto Matteo Lasagna, presidente di Confagricoltura Mantova – è il risultato di un lavoro congiunto tra tutti gli attori della filiera grano duro-pasta. Ci siamo seduti attorno a un tavolo e abbiamo affrontato vecchie criticità, spesso sottovalutate o addirittura inascoltate. A livello nazionale siamo i primi produttori di grano duro, con oltre 200.000 imprese coinvolte, ma molti non considerano più conveniente investire nella semina di questa coltura. Stiamo lavorando per ribaltare del tutto questa convinzione».
E a livello provinciale Confagricoltura è già al lavoro da tempo per il sostegno e la difesa del grano (anche se in questo caso tenero). È questo lo scopo della filiera “MantoGrano” che, partita con 140 ettari e circa 8.000 quintali di farina prodotti nella prima campagna di raccolta, ha toccato ora i 360 ettari e punta a superare quota 15.000 quintali di farina: «Siamo orgogliosi di questo progetto, sviluppato assieme a Molino Magri – dice ancora Lasagna – , che ci consente di produrre pane e prodotti da forno con farine derivanti da grano coltivato, raccolto, molito e trasformato interamente in provincia di Mantova. Il nostro pane è sbarcato anche nelle mense scolastiche di asili e scuole elementari della città, proprio perché garanzia di un prodotto sicuro e controllato, ricco di fibre, sali minerali, vitamine e proteine, l’ideale per l’alimentazione dei nostri ragazzi».
A livello economico, il premio minimo garantito ai produttori è di 10 euro alla tonnellata, rispetto al valore massimo del grano panificabile, che consente quindi ai conferenti mezzo euro in più rispetto alla quotazione normale.

