Per questo importante omaggio milanese al Maestro romano, Roberto Casamonti ha personalmente scelto alcune tele che, come opportunamente recita il titolo della rassegna, sono altrettanti suoi capolavori.
A cominciare dall’opera Nel cuore verde, del 1965, che nell’anno seguente partecipò alla Biennale di Venezia e che qui è stata scelta come immagine della mostra ed alcuni bellissimi reticoli degli anni ’60.
“Al di là di ogni dubbio, – aggiunge Roberto Casamonti, – Dorazio ha avuto un ruolo chiave nell’arte del suo momento, un avanguardista di primo piano della pittura astratta europea. E allo stesso tempo, scrittore, critico d’arte, colto polemista, docente per un decennio all’Università di Pennsylvenia, sperimentatore nell’ambito delle arti decorative e del design urbano, organizzatore di eventi, osservatore attento e avveduto commentatore della ricerca artistica contemporanea. Un artista e intellettuale che la ricchezza e la poliedricità dei suoi interessi rendono oggi difficilmente incasellabile in classificazioni rigide.”
Eppure, più di trent’anni dopo, non posso dimenticare che da quell’incontro sono nati un rapporto speciale, un’amicizia sincera, il legame di una vita, interrotto solo nel 2005, con la sua scomparsa. Dei nostri momenti insieme ricordo tutto e il ripensare a quell’amicizia ancora mi emoziona. Anche perché Piero era come un libro aperto, ti sapeva avvolgere in una atmosfera armoniosa, coinvolgendoti nelle tante storie che amava condividere. Ho ascoltato e vissuto ciascuna sfumatura delle sue storie che, per la complicità che egli sapeva loro imprimere, sono diventate anche mie.”
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