L’oro non dimentica è un noir storico-moderno che racconta le indagini corali, condotte dal taciturno Adelmo Capitani nella Bologna del 1958 e verrà presentato venerdì 30 agosto 2019 alle ore 21.00 a Casa della Beata Osanna Andreasi di Mantova (Via Frattini 9).
Gelsi e Rossetti, come due commilitoni in volante, affiatati e incisivamente complementari, pagina dopo pagina, ricostruiscono – conquistando l’attenzione del lettore e stimolandone la curiosità storica – quella sorta di rivoluzione democratica, compiutasi a partire da quegli anni nei Commissariati, attraverso le intuizioni di Adelmo Capitani e la coralità dell’attività investigativa. In pratica, smontando l’impostazione impropria – anche se di assoluto successo – del meccanismo investigativo costruito attorno al commissario ‘protagonista’ Salvo Montalbano, restituendo più dignità al lavoro di squadra e a quello di strada di ogni uomo, più o meno in divisa, coinvolto nelle indagini.
Leggendo “L’oro non dimentica – Bologna 1958”, che conquista già con la sua elegante e intrigante copertina, si coglie subito il taglio di un intrigo poliziesco raccontato da chi le indagini è abituato a farle e da chi è destinato a seguirle e commentarle. Tra un omicidio in funivia, alcune incursioni in montagna, l’assassinio di un professore di storia medievale dell’università e la morte misteriosa di un maggiore medico dell’esercito, la vecchia storia dei Tanari, feudatari di Gaggio Montano ai tempi di guelfi e ghibellini, riemerge e torna a proiettare nell’interland di Bologna un’ombra inquietante. La storia/leggenda del tesoro dei Guelfi (sottratto dai Tanari all’imperatore di Germania), un treno carico di opere d’arte, americani, inglesi, partigiani e tedeschi che non sono più solo i fantasmi del passato che ritornano, ma tessere di un mosaico politico. Con Bologna che, come i l resto dell’Italia ‘produttiva’, vive l’inizio del boom economico, con i tanti problemi dello sviluppo industriale: dall’immigrazione meridionale ai nuovi quartieri della città.
Dialoga con gli autori, Marco Piva.

