“Un atto di grande responsabilità nei confronti di una vera e propria calamità che – sottolinea Prandini – si è estesa a tutto le Regioni del nord Italia distruggendo le produzioni di meli, peri, kiwi, ma anche peschi, ciliegi, albicocchi e piante da vivai con danni alle produzioni ed un pesante impatto occupazionale”.
“Gli interventi per l’emergenza – evidenzia Prandini – vanno ora accompagnati da misure strutturali per superare i ritardi burocratici nella lotta all’insetto killer con la rapida introduzione della vespa samurai, il nemico naturale della cimice venuta dall’Oriente. Ma occorre anche – continua Prandini – individuare modalità di intervento automatico a livello comunitario di fronte al moltiplicarsi dell’arrivo di parassiti alieni favoriti dai cambiamenti climatici e dalla globalizzazione degli scambi”.
“In questo contesto serve soprattutto un cambio di passo nelle misure di prevenzione a livello comunitario dove una politica europea troppo permissiva consente troppo spesso l’ingresso di prodotti agroalimentari e florovivaistici nell’Ue senza che siano applicate le cautele e le quarantene che – conclude Prandini – devono invece superare i prodotti nazionali quando vengono esportati.”

