In attesa di conoscere modalità e tempi della revoca di questo principio attivo, Confagricoltura sta lavorando per ottenere quantomeno una deroga, dal momento che a livello nazionale l’emergenza fitosanitaria legata alla cimice è altissima: «La difesa di questa molecola – spiega Alberto Cortesi, presidente di Confagricoltura Mantova – è fondamentale per garantire ai nostri produttori uno strumento in grado di contrastare, per quanto possibile, il flagello cimice asiatica. A nostro parere però è necessaria anche un’ulteriore riflessione, legata al fatto che queste decisioni devono per forza tenere conto delle istanze dei nostri imprenditori agricoli, e non possono essere prese alla cieca, senza conoscere la realtà dei fatti».
Per Confagricoltura «la messa al bando di questo agrofarmaco è una decisione priva di alcuna logica. Il rischio concreto di questo passo è che la frutta Made in Italy scompaia, costringendoci in seguito a importare prodotti da paesi dove il clorpirifos metile è legalmente autorizzato, un vero e proprio paradosso. Queste decisioni, che ribadiamo essere prive di qualunque logica, devono tenere conto delle esigenze del nostro settore».

