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MUSEO GONZAGA di Novellara riapre con un allestimento rinnovato e l’esposizione del dipinto LEDA E IL CIGNO, opera del pittore manierista Lelio Orsi, per la prima volta dopo 36 anni

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Inaugurazione, sabato 6 aprile, nella cittadina reggiana alla presenza dell’assessore Felicori. In giornata la visita del presidente Bonaccini. Dopo una lunga vicenda giudiziaria torna a essere esposto il capolavoro

L’opera “Leda e il cigno” torna in mostra nel Museo Gonzaga di Novellara (RE), rinnovato per accogliere il capolavoro dell’illustre concittadino Lelio Orsi, dopo una sorta di spy story durata oltre quindici anni. Da domani il dipinto, su concessione dal ministero della Cultura, è esposto al Museo che ha dedicato l’intera giornata ai festeggiamenti per il rinnovo dei suoi spazi e all’esposizione dell’opera ritrovata.

 All’inaugurazione domani mattina parteciperà l’assessore regionale alla Cultura e Paesaggio, Mauro Felicori, assieme alla sindaca di Novellara, Elena Carletti, esperti e autorità. Prevista in giornata anche la visita del presidente della Regione, Stefano Bonaccini.

“Il nuovo allestimento del museo al piano nobile della Rocca- ha commentato Felicori– è l’ennesimo esempio virtuoso dell’attenzione ai temi dell’accessibilità e alle nuove modalità di fruizione del nostro patrimonio culturale. E il ritorno del capolavoro di Lelio Orsi a Novellara, esito di un complesso lavoro di squadra tra istituzioni, ne rende imprescindibile la visita”.

Di quest’opera di Lelio Orsi, un olio su rame di 43×30 centimetri che i reggiani avevano potuto ammirare l’ultima volta a inizio 1988, grazie alla mostra dedicata al grande manierista emiliano al teatro municipale, si erano perse le tracce fino al 24 gennaio 2008, quando era stata venduta dalla casa d’aste Sotheby’s di New York per più di un milione di dollari.

Da quel giorno il Comune di Novellara, da tempo intenzionato a ospitarlo, ha avviato una contesa trasformatasi in un vero e proprio giallo, come quelli scritti insieme a Carlo Fruttero dallo scrittore Franco Lucentini, che nel 1988 era il proprietario del capolavoro dell’Orsi a Reggio.

Col sostegno della Regione, il Comune di Novellara ha chiesto fortemente di poter ospitare il capolavoro al Museo Gonzaga. Il ministero della Cultura ha concesso parere favorevole, previo un accordo tra la Direzione regionale musei Emilia-Romagna e il Comune per la miglior valorizzazione possibile dell’opera. L’intesa riguarda il consolidamento della pellicola pittorica del capolavoro e i lavori di miglioramento del Museo Gonzaga.

L’allestimento rinnovato del Museo, con particolare attenzione all’accessibilità, ha avuto un costo complessivo di 165mila euro, a cui la Regione ha contributo con risorse per 42mila euro.

Le peripezie dell’opera “Leda e il cigno”

Lo scrittore Franco Lucentini custodiva il quadro fra le sue cose più care tanto da farlo comparire in alcune scene del film tratto dal romanzo La donna della domenica. Come “Leda e il cigno” fosse passato dalla proprietà di Lucentini, scomparso nel 2002, a Sotheby’s nel 2008 è un mistero. Sta di fatto che dal Comune di Novellara partirono subito segnalazioni alla Soprintendenza di Modena e ai carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio artistico di Bologna, con il sospetto che l’opera fosse stata esportata clandestinamente. Le autorità italiane attivarono la Procura di Manhattan e l’Fbi, e grazie all’azione del Nucleo Tutela Patrimonio artistico si riuscì ad annullare la vendita del capolavoro, che in base all’accordo operativo Italia-Stati Uniti fu restituito allo Stato italiano, con cerimonia all’Ambasciata italiana a Washington, il 29 aprile 2012.

Le peripezie di “Leda e il cigno” non erano ancora finite. C’era infatti da attendere la fine del

procedimento penale per illecita esportazione di opera d’arte avviato dal Tribunale di Roma. Nel frattempo, grazie anche alla consulenza di Massimo Pirondini, esperto del maestro manierista e curatore insieme a Elio Monducci della mostra reggiana negli anni Ottanta, il Comune di Novellara continuava a reclamare l’opera per ospitarla al Museo Gonzaga di Novellara, patria dell’artista.

Si arriva così al 2020, quando l’Avvocatura dello Stato, che su sollecitazione del Comando di tutela aveva chiesto al Tribunale di Roma la confisca del dipinto, conferma di averla ottenuta a conclusione del procedimento di opposizione proposto dalle controparti.

Il progetto di riallestimento del Museo Gonzaga

Il nuovo allestimento del Museo Gonzaga di Novellara e della sala dedicata alle attività educative punta a rinnovare gli spazi dedicati alla esposizione permanente intervenendo sull’illuminazione, sulle teche espositive e su didascalie e pannelli informativi.

È stato anche realizzato il nuovo portale http://www.roccadellacultura.it con informazioni sul museo, le mostre temporanee, le attività e i luoghi da visitare.

Gli interventi più consistenti nel museo riguardano le sale relative alla figura di Lelio Orsi e quella dedicata ai Vasi della Spezieria dei Gesuiti.

Il rinnovamento degli apparati didattici e informativi è stato studiato per rendere i contenuti

informativi fruibili a diverse fasce di utenza. L’utilizzo delle nuove tecnologie permette una comunicazione efficace e coinvolgente, unita a una fruibilità ampliata con specifica attenzione all’accessibilità per visitatori stranieri, con disabilità sensoriale e al pubblico giovanile. Unitamente a ciò l’aggiornamento di illuminazione, teche e pannelli permette una migliore visibilità e leggibilità di contenuti e opere esposte.

Ampliati anche gli spazi per le attività educative rivolte ai più giovani.

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