Rinasce la cantina La Versa con il Testarossa 2015. All’Westin Palace di Milano evento condotto con paola Bonacina, da Edoardo Raspelli – il rilancio della celebre cooperativa di Santa Maria della Versa (Pavia)
«Un prodotto che ci ha visti impegnati quotidianamente in questi due anni, l’inizio di un grande ciclo per la storica cantina La Versa e per l’Oltrepò Pavese». Con queste parole Andrea Giorgi, presidente di Terre d’Oltrepò (realtà che possiede il marchio La Versa insieme al colosso Cavit) saluta il ritorno sul mercato del Testarossa 2015, la cuvée top di gamma della cantina di Santa Maria della Versa. Metodo Classico presentato nell’ambito di un evento istituzionale ospitato all’ Westin Palace Hôtel di piazza Repubblica a Milano. «Sono arrivato al vertice, con un gruppo di soci, in un momento difficile per l’azienda. Non vi nascondo – spiega il numero uno di Terre d’Oltrepò – la nostra apprensione iniziale. Da lì a pochi mesi siamo riusciti a mettere in sesto la cantina e successivamente ad acquistare La Versa. Oggi ritorniamo sul mercato con questo prodotto iconico: proporlo ai consumatori è per noi un grandissimo risultato, che va oltre l’idea di vino. Per noi il Testarossa 2015 non è solo lo spumante di ottima qualità contenuto nella bottiglia, ma è molto di più. Siamo convinti che abbia una valenza sociale, profonda, quasi sentimentale: permette al consumatore di partecipare direttamente ad un progetto davvero grande, rivolto ad un intero territorio».
L’attenzione del presidente Giorgi ricade poi sulle sfumature positive che il Testarossa potrebbe avere sul comparto vitivinicolo oltrepadano. «Deve infondere fiducia ai nostri soci, perché è la dimostrazione tangibile che anche una grande cantina cooperativistica, qual è Terre d’Oltrepò, può fare vini di alta qualità», spiega senza giri di parole. E annuncia che la storica cuvée di La Versa non è destinata a restare l’unico esempio in questa direzione: «È il primo di una lunga serie di prodotti d’eccellenza – aggiunge – che presenteremo già a partire dal Vinitaly, frutto della nostra esperienza, ma soprattutto della passione dei nostri enologi e delle nostre cantine. Oggi è il Testarossa day, ma ci saranno altri momenti come questo per la promozione di altri grandi prodotti, a partire dal pinot nero vinificato in rosso ed il riesling. È stato fatto un grande lavoro, grazie ai tecnici e ai soci che hanno capito come il progetto in essere dimostrerà che la qualità è un traguardo raggiungibile anche in una grande famiglia come la nostra».
Il progetto Testarossa è stato condiviso con il colosso trentino di Cavit, che ha sposato insieme a Terre d’Oltrepò il rilancio dello storico marchio La Versa condividendone i principi e la finalità di valorizzazione del territorio oltrepadano.
DIl presidente di Terre d’Oltrepò, Andrea Giorgi, evidenzia poi la filosofia che sta alla base di questa nuova svolta per la cantina. «Quello che noi abbiamo voluto fare in questi mesi – spiega – è imprimere la dinamicità all’azienda. Vogliamo trasmettere qualcosa che va al di là del vino e del prodotto. Vogliamo essere sempre pronti al cambiamento, pronti a coinvolgere il territorio. Oggi siamo una realtà aperta, impegnata nelle scelte future dell’Oltrepò, anche all’interno del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese. Ma soprattutto crediamo nell’inclusività del territorio al confronto che Terre d’Oltrepò ha con tutti gli attori della filiera e non solo. La caparbietà che ci contraddistingue ci permetterà di portare avanti le nostre idee tra cui la sostenibilità che deve essere spesa sia nei nostri prodotti, sia nelle aziende. Realtà che hanno bisogno da noi un sostegno che oggi siamo riusciti a fornire. A partire da un utile servizio agronomico. Il fatto di rilanciare un prodotto come il Testarossa è motivo di orgoglio perché oggi rappresento un’azienda che era sul baratro ed oggi è sul trampolino. Per questo siamo molto soddisfatti».
(foto Cantina La Versa)

