Vito Franchini sarà ospite, domenica 15 ottobre alle ore 16:30 presso l’Associazione Postumia di Gazoldo degli Ippoliti, per presentare il suo nuovo vincente romanzo TIGRE D’AFRICA (Giunti editore).
A dialogare con l’autore, Paolo Bertelli, giornalista e storico dell’arte.
“Agli inizi del XVIII secolo sulla costa orientale del Sudafrica c’è una città nascosta, segreta, che custodisce gelosamente il proprio mistero…. Shasmahal è l’utopia diventata realtà e lì cresce la nuova tigre di quel popolo, Madhat…”
Vito Franchini, 44 anni, origini mantovane, natali persiani e una vita trascorsa a cambiare case, nazioni e continenti. Laureato in legge, ufficiale di polizia giudiziaria, riversa nei suoi scritti anni di esperienza in indagini su vari ambiti criminali, nonché le sue passioni di sempre: musica, antropologia, numerologia. Il predatore di anime (2021), thriller di sorprendente originalità, ha rapidamente scalato le classifiche italiane. Un successo confermato nel 2022 dal sequel Il 9 che uccide.
Il pomeriggio prosegue con l’inaugurazione della “SALA DI RIGOLETTO omaggio ad ALDO FALCHI”. Interventi di Ombretta Falchi e di Paola Artorni
La dedica del nostro “salone delle feste” a Rigoletto e ad Aldo Falchi fa parte della
autentica “mantovanitas”! Nanni Rossi, direttore artistico di Postumia
Arie e interludi dal “RIGOLETTO” di Giuseppe Verdi con il soprano Daniela Zerbinati e la pianista Samanta Chieffallo
ALDO FALCHI (Sabbioneta, 30 novembre 1935 – Mantova, 20 agosto 2020) scultore.
Nasce a Sabbioneta (MN) il 30 novembre 1935. Orientato verso l’arte figurativa per una predisposizione innata e per l’esempio del padre pittore, inizia giovanissimo a modellare. Nel 1954 si trasferisce a Milano, dove frequenta l’accademia serale di Brera, mentre di giorno lavora presso lo studio del maestro Remo Brioschi (a sua volta allievo di Armando Violi e Arturo Martini), divenendo suo unico discepolo e collaborando alla realizzazione del monumento alla Resistenza di Reggio Emilia come modello e come scultore, a diverse sculture per il Cimitero Monumentale e per la chiesa ‘Dei quattro Evangelisti’a Milano.
Nel giugno 1959 si stabilisce in Germania, scultore della prestigiosa fabbrica di porcellane Rosenthal. Di quest’epoca (1965-69) è il celeberrimo servizio dal titolo “Il Flauto Magico” (uno dei quali acquistato dall’Aga Khan e uno dalla moglie dello Scia di Persia Farah Diba). Da annoverare, fra le tante realizzazioni, i ritratti di 11 compositori tra i quali Mozart, Beethoven, Wagner, Bach e Verdi. Collabora con il designer danese Bijorn Wiinblad e il pittore viennese Ernst Fuchs, maggiore rappresentante della Wiener Schule del Realismo Fantastico. Questo rapporto ha accentuato in Falchi la propensione ad avventurarsi in speculazioni interpretative dell’immagine umana. Il che dimostra uno spirito di ricerca in continua evoluzione.
Nel 1962 realizza per il Teatro Tailandese del Tivoli a Copenhagen la statua-ritratto del Sig. Karstensen, fondatore del parco divertimenti del Tivoli, in occasione del centenario dalla sua fondazione.
Acquisita una solida fama internazionale, nel 1973, riceve l’incarico dall’ambasciatore statunitense, di realizzare gruppi di sculture commemorativi per il duecentesimo anniversario della Dichiarazione d’Indipendenza. Falchi esegue i gruppi in porcellana, tra i quali, appunto “La Dichiarazione d’Indipendenza”, 1974, che si trova sul tavolo del Presidente degli Stati Uniti alla Casa Bianca e una copia nel Palazzo dei Congressi di Philadelphia (USA).
Nel 1978 crea per l’Ente provinciale del Turismo di Mantova la statua di Rigoletto ad altezza naturale, posizionata nel giardino della Casa di Rigoletto (Piazza Sordello – Mantova).
Per il Bimillenario Virgiliano realizza il busto di Virgilio e bassorilievi virgiliani per sedi istituzionali, oltre alla medaglia ufficiale.
Nel 1987 modella per la Provincia di Mantova, la medaglia per ricordare l’avvenuto restauro del campanile della Basilica di S. Andrea e della Cappella del Mantegna, una delle quali acquistata dal British Museum di Londra e una dal Vaticano.
Negli anni ’80 e ’90 realizza vari monumenti, busti e rilievi per istituzioni pubbliche e private.
Nel 1991 per il quattrocentesimo anniversario della morte di Vespasiano Gonzaga, Il comune di Sabbioneta (MN) gli commissiona un busto del Duca e sei altorilievi che illustrano i fatti salienti della sua vita, collocati nell’atrio del Palazzo comunale di Sabbioneta..
Nel 1997 riceve il Premio internazionale “Agrumello” (Cr) alla carriera.
La ricerca sull’anima e sul corpo umano prosegue attraverso sculture e dipinti fino alla sua morte, avvenuta il 20 agosto 2020.
Molte sue opere sono conservate in musei e mostre permanenti.

