Tanti e troppo ripugnanti sono gli eventi di cronaca nera che trattano ogni giorno di femminicidio, di stalking, di violenza sulle donne: tanti da non poter rimanere impassibili, tanti da non potersi esimere da una riflessione. Purtroppo, spesso ed al contrario, l’assuefazione da cronaca nera produce l’effetto contrario. Per questo e da questa constatazione, Ippogrifo porta in scena un testo provocatorio e tagliente che vuole far scuotere per far pensare, riflettere, parlare.
Autore del testo sempre Alberto Rizzi che si dedica nuovamente, dopo la fortunata esperienza de L’elefante bianco (spettacolo e testo Premio Diego Fabbri e finalista Premio Off), alle menzogne indagando in questa opera, con occhio lucido e fermo, le ossessioni di cui è gravato l’amore nelle sue degenerazioni.
La commedia si apre dipingendo il rapporto viscerale tra i due titolari: Roberto (Alberto Rizzi), un uomo colto, raffinato, refrattario a sentimentalismi e ad ogni forma di eccesso e Marta (Giada Villanova) una donna capace, forte, diretta, passionale. Tra i due il fantasma della segretaria, licenziatasi da poco e le selezioni della nuova assistente per la galleria. Viene assunta SvEva (Chiara Mascalzoni), ragazza giovane e perbene in cerca di lavoro e di una opportunità per sfondare. Tra un’inaugurazione e lo studio di nuovi progetti appare l’ex fidanzato di SvEva, Leo (Alberto Mariotti), ed emergono direttamente o indirettamente le dinamiche più profonde, sottili e nascoste tra i personaggi. Stalking e violenze fisiche e verbali, crudeltà espresse o raccontate, dove identificare con certezza vittime e carnefici risulta sempre più complesso mano a mano che l’opera prosegue nel suo racconto.
Biglietto di ingresso a 5 euro
Informazioni e prevendite presso l’Ufficio servizi sociali del Comune tel. 0376/358070
