Otto architetti e tre studi associati di architettura Eristeo Banali, Benedini&Partners
Renato Bocceda, Gianni Bombonati, Maurizio Bruni, Coprat, Vittorio Longheu, Filippo Mantovani, Marco Poltronieri, StudioSpazio , Franco Ubezio, si interrogano su come è stata interpretata la città negli ultimi anni a partire da chi progetta e realizza edifici: si è conservato o si e è innovato? Ha prevalso la tradizione o la rottura con il passato? La mostra cercherà di dare una risposta a queste domande lanciando anche qualche idea per il futuro. Il tutto mediante elaborati grafici e con gli strumenti propri del progetto di architettura.
Nelle sale della dimora mantegnesca sono esposti edifici di differenti tipologie, costruiti nel capoluogo virgiliano e nel territorio mantovano. In esposizione anche progetti ideali intesi come contributi progettuali di idee per la riqualificazione di aree periferiche inutilizzate e dimenticate nel territorio.
Lo scopo di questa iniziativa consiste nel promuovere un confronto di posizioni culturali e linguaggi formali differenti che riguardano temi architettonici di particolare interesse per Mantova e attivare così uno scambio di opinioni e riflessioni a partire da edifici realizzati da progettisti, istituzioni pubbliche locali e privati cittadini.
Attualmente nell’ambito della cultura architettonica e urbanistica si contrappongono due alternative: conservare lo stato attuale del contesto urbano e quindi custodire il costruito antico (restauro conservativo), oppure innovare(restauro critico) e trasformare il tessuto storico diffondendo il bisogno della cultura del progetto.
La città e la provincia hanno bisogno di essere programmate e governate ma soprattutto pensate e organizzate da interventi progettuali nuovi con forme architettoniche che caratterizzino i luoghi e gli spazi urbani.
L’intento della mostra consiste nel realizzare nuovi paradigmi per migliorare lo sviluppo e la trasformazione della Città e del suo territorio. I progetti e le idee esposti affrontano il rapporto tra storia e progetto, territorio e individualità culturali, linguaggi formali differenti sviluppando così un dialogo vivace fra architetti locali senza perdere di vista la necessità di un contatto e un confronto con le avanguardie architettoniche internazionali.
La mostra, curata da Stefano Mangoni, nasce da un’idea di Renato Bocceda.
Casa del Mantegna, via Acerbi 47, Mantova
Orari di apertura: da mercoledì a domenica, dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.00
Chiuso lunedì e martedì
Ingresso libero

