Già docente alla Scuola di Specializzazione in neurologia dell’Università di Parma, Marchini è autore di numerose pubblicazioni scientifiche e del romanzo “L’ombra non protegge dalla pioggia” in cui attraverso un tratto della storia di un uomo descrive le conseguenze dell’Alzheimer.
“Nel cervello – afferma Marchini – risiede il controllo dei meccanismi che tengono in vita l’uomo. Ma soprattutto nel cervello è custodita l’identità dell’individuo, la consapevolezza del mondo esterno e di sé. Questa identità consiste in una sorta di “registrazione” dell’intero vissuto dell’essere umano contenuta in quella che è definita memoria. Quando si perde il substrato anatomico della cognizione di sé, l’identità della persona è completamente perduta. La morte dell’identità ha un trascorso lento. Avviene inesorabilmente: indipendente dagli arti che continuano a muoversi e dagli occhi che continuano a guardare. Crudele è la morte dell’identità lentamente sottratta al corpo, lascia spazio solo ad incolmabili solitudini, valanga inarrestabile che trascina con sé la coscienza di un’esistenza a cui non vi può essere ritorno”.
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