Lo strumento da 268mila euro consentirà ai chirurghi di eseguire procedure lunghe e complesse
In attesa della sala ibrida la cui costruzione è in programma, l’angiografo portatile garantisce una qualità di imaging paragonabile a quella delle apparecchiature fisse normalmente utilizzate nelle sale radiologiche. Inoltre, anche grazie alla costante disponibilità di un anestesista e la sicurezza della sala operatoria, permette di effettuare procedure più complesse di rivascolarizzazione periferica e carotidea nonché procedure toraco-addominali.
La Chirurgia Vascolare, diretta da Stefano Pirrelli, è riconosciuta a livello regionale come centro di eccellenza per il trattamento delle lesioni arteriose della carotide, arterie periferiche e aneurismi dell’aorta.

