I militari, non convinti dall’atteggiamento, hanno quindi accompagnato l’uomo nella caserma di via Chiassi per ulteriori accertamenti sull’identità tramite la verifica delle impronte digitali.
Dalla banca dati nazionale è emerso che, oltre ad aver dichiarato delle false generalità, c’era a suo carico un provvedimento, emesso dalla Procura di Verona, relativo ad un cumulo di pene, per complessivi tre anni e mezzo di carcere, derivante da sei distinte condanne per i reati di furto, resistenza a p.u., lesioni, rissa e ricettazione, commessi prevalentemente nel veronese.
Prima di essere accompagnato in carcere ha però chiesto scusa ai Carabinieri per aver detto loro una bugia.

