“ … Rocce e vette che assumono forme tali da renderle al pari di esseri viventi, contenitori dell’animo: nell’abbraccio della natura, vissuta e descritta, l’artista sa trovare quella libertà che spesso nel nostro quotidiano viene tragicamente negata” (Franco Bulfarini, 2007)
FABIO FILIPPINI nasce a Torricella di Motteggiana il 12 settembre del 1949. Frequenta l’Istituto Arti e Mestieri di Suzzara e si avvicina alla pittura negli anni Settanta. I primi lavori artistici lo vedono interprete di vedute del “suo” fiume, il Po.
Verso la fine degli anni Novanta scopre la passione per le montagne: da scalatore, schizza sul taccuino e poi rielabora in studio le sue emozioni. Ultimamente alcune sue tele sono ispirate dai versi danteschi della Divina Commedia.
“Il desiderio” si è poi allargato verso altri compositori e così anche… l’<Ensemble >, oggi composto da sei musicisti professionisti che si alternano nei ruoli vocali secondo le indicazioni dei manoscritti e che, proprio grazie alle diverse competenze, proseguono ed arricchiscono la ricerca musicale.
Il programma spazierà da autori quali Pierre Attaignant (1494-1552), Josquin Desprez (1440-1521), Maddalena Casulana (1544-1590), Orlando di Lasso (1532-1594) e Pierre Passereau (1509-1553).
Il pomeriggio alla Postumia termina con la presentazione del romanzo storico di ADRIANA ASSINI “AGNESE una VISCONTI” (edizioni Scrittura & Scritture)
Sul finire del Trecento, a Milano governa Bernabò Visconti. Uomo dalla personalità magnetica, sa unire a una perenne sete di espansione l’amore per i suoi tanti figli, tra i quali Agnese è la prediletta. Per lei, che gli assomiglia nel volto e ancora di più nell’animo, predispone un avvenire radioso, sposandola al giovane Gonzaga, futuro signore di Mantova. Ma nell’incantevole città dei laghi i sogni hanno vita breve. Creatura indomita e fierissima, Agnese si rivela presto una spina nel fianco del consorte, rifiutandosi di vivere secondo regole e princìpi che le vanno stretti. Colpita da un susseguirsi di fatti tragici, fra battaglie perse e una passione travolgente, sfiderà a viso aperto le convenzioni dell’epoca e i nemici in carne e ossa, senza paura di mettere a repentaglio la sua stessa sorte. Una storia di emozioni forti, che testimonia quanto fosse pericoloso, in quello scorcio di secolo, essere una donna sola e battersi per le proprie idee.
Dialoga con l’autrice ROBERTO NAVARRINI, direttore scientifico delle Edizioni di Postumia e segretario generale dell’Accademia Nazionale Virgiliana.

