L’assessore del Comune di Mantova Chiara Sortino lancia un allarme dopo aver esaminato il Piano Regionale di assegnazione delle risorse destinate ai centri antiviolenza mantovani per il biennio 2020-2021.
Se infatti Regione vanta l’aumento di risorse, l’assessore denuncia che si tratta di un incremento solo apparente è largamente inadeguato sia per l’aumento del numero dei centri accreditati sul territorio regionale (che passano dai 33 dello scorso biennio ai 51 attuali), sia per l’aumento delle prese in carico e della complessità gestionale legata al sostegno globale delle donne vittime di violenza così come dei figli, quando presenti. Nella realtà dei fatti si tratta di risorse insufficienti e non rispondenti al panorama dei bisogni reali e in aumento come si apprende anche dai continui episodi di cronaca nazionale e locale.
La Regione dimostra di sottovalutare un fenomeno che cresce e per far fronte al quale le risorse messe in campo mostrano tutti i propri limiti.
Altro elemento paradossale sta nel fatto che a fronte di minori risorse erogate vengano richieste ai centri (e conseguentemente ai territori) maggiori disponibilità in termini di supporto ed assistenza specialistica oltre la presenza di operatori e sportelli decentrati: il Comune di Mantova non ci sta e per questo sostiene i progetti individualizzati anche oltre l’accoglienza e dopo il periodo di emergenza con fondi propri.
Le prese in carico registrate dai centri che operano sul territorio Mantovano sono salite da 277 per l’intero anno 2018 a 252 per il solo primo semestre del 2019 e per gestire questi nuovi casi oggi si spende più di ieri in quanto è necessario affrontare un piano personalizzato non solo a favore della donna ma dell’intero nucleo famigliare coinvolto; la sostanza è dunque che crescono i numeri, crescono i bisogni, diminuiscono le risorse. Per tutto questo il Comune di Mantova chiede alla Regione risorse sufficienti ad assicurare alle donne e ai loro nuclei famigliari assistenza adeguata, dignità e fiducia nel futuro.
Nel caso di Mantova (Comune capofila dell’intera rete provinciale) le risorse assegnate da Regione per lo scorso biennio ammontavano a 404.000euro mentre, al momento, per il biennio a venire sono solo 191.309euro. Meno della metà.
“Così si svilisce il ruolo dei centri antiviolenza e degli enti locali – ha dichiarato l’assessore comunale Sortino –, costretti a destinare risorse preziose per colmare il divario tra stanziamenti regionali e bisogni. Facciamo appello ai rappresentanti territoriali in Regione affinché possano stimolare l’assessore regionale Piani ad un’integrazione delle risorse, coerentemente ai reali bisogni espressi dai territori”. E aggiunge: “La partita non riguarda soltanto Mantova ma la stragrande maggioranza delle reti lombarde che devono far fronte alla stessa riduzione di finanziamenti. Per questo mi rendo disponibile a concordare con gli altri territori azioni concrete che possano sensibilizzare ulteriormente la governance regionale”.
Un auspicio, con la speranza di riportare il tema al centro delle agende regionali.

