Le due giornate di studi, curate da Marco Carlo Belfanti (Università degli Studi di Brescia) e Daniela Sogliani (Fondazione Palazzo Te), sono dedicate al tema della moda nell’ambito della corte gonzaghesca e raccolgono gli esiti di una proficua attività di ricerca. Nella richiesta, nell’acquisto e nel consumo di oggetti e prodotti di lusso, la corte dei Gonzaga costituisce un caso di studio sia su scala italiana che europea.
Sabato 24 novembre alle ore 18.00 a Palazzo Te, chiuderà il convegno la presentazione del volume LA CULTURA ALIMENTARE A MANTOVA FRA CINQUECENTO E SEICENTO dedicato alla storia dei cibi e dei banchetti nei carteggi gonzagheschi.
Noti sono nella corrispondenza di Isabella d’Este (1474-1539) gli acquisti di abiti e i contatti con tutte le corti in materia di moda e costume. Anche nella corrispondenza gonzaghesca successiva, a partire dagli anni ottanta del Cinquecento, l’acquisto e il consumo di prodotti di lusso del duca Vincenzo I Gonzaga (1562-1612) aumenta in maniera significativa. Vincenzo sembra dedicare molta cura alla ricerca di materiali tessili pregiati e alla realizzazione dei capi per occasioni speciali e nei documenti emergono notizie sulle tipologie di tessuti e la loro descrizione, sugli intermediari e i metodi di approvvigionamento, sui luoghi di rifornimento, nonché sulle occasioni di ostentazione, le tendenze e l’evolversi del gusto e della moda. Il ruolo degli intermediari per gli acquisti dei duchi mantovani è di grande importanza e ricalca le dinamiche già in atto per l’acquisto di opere d’arte.
L’attività di ricerca dello scorso anno si è concentrata anche su nuove serie di corrispondenza dei Gonzaga con le corti. In particolare il carteggio tra Mantova e le Fiandre rivela il dinamismo commerciale e politico della regione oggi conosciuta come Paesi Bassi. Le città più rappresentative sono Bruxelles e Anversa dove si trovano botteghe di artigiani e «rarità di ogni genere per dame e cavalieri». Qui i Gonzaga acquistano camicie, ventagli, collari, pizzi e merletti di seta. Anche la corrispondenza da Genova ha rivelato interessanti rapporti con i Gonzaga: dalla città dei Doria arrivano a Mantova sacchi di lana o seta, tessuti e abiti preziosi.

