Abbiamo semidei, divinità campestri, Ninfe, Fauni, Satiri e Silvani dei monti: visto che ancora degni non ci sembrano degli onori del cielo, concediamogli almeno di abitare la terra a loro assegnata. (Ovidio, Metamorfosi, I, 192-195)
I temi trattati durante la conferenza:
1 – La rappresentazione del satiro dall’Antico alla Rinascenza
2 – Satiro ed erotismo dall’Antico alla Rinascenza, baccanali
3 – Scimmia (perché?)
4 – Tra ninfe e baccanti … la prorompente lascivia del satiro
5 – Il satiro e l’architettura
6 – Il satiro, Giulio Romano e Palazzo Te
I satiri sono figure mitologiche di sesso maschile, generalmente raffigurati come esseri umani barbuti con orecchi, corna, coda e zampe caprine o equine. Legati al culto dionisiaco e al tema della forza vitale della natura, vengono rappresentati spesso come esseri lascivi dediti ai vizi e alle mollezze della vita. Nella cultura romana sono noti anche come “fauni”.

