Di fronte alla moltiplicazione ormai fuori controllo dei cinghiali, la prevenzione è fondamentale per evitare gravi emergenze sanitarie come quella che siamo ora costretti ad affrontare dopo il rinvenimento di alcune carcasse di cinghiale tra Piemonte e Liguria vettori di Peste Suina Africana.
PESTE SUINA AFRICANA
PESTE SUINA AFRICANA: NEL MANTOVANO SI TEMONO CONSEGUENZE PER L’EXPORT DELLE CARNI. CORTESI: «SERVE MAGGIORE CONTROLLO VENATORIO»
La notizia della rilevazione del virus della PSA (Pesta suina africana) all’interno delle carcasse di alcuni cinghiali tra Piemonte e Liguria ha portato con sé, oltre che conseguenze a livello sanitario, anche possibili effetti sul commercio di carni suine.
PESTE SUINA AFRICANA, NON SI TRASMETTE ALL’UOMO. NESSUN CONTAGIO IN EMILIA-ROMAGNA
Peste suina africana, l’obiettivo è avere una mappatura precisa delle zone a rischio, fermare i contagi. E farlo presto. La malattia, che colpisce suini domestici e cinghiali e non è trasmissibile all’uomo, se non fermata potrebbe rappresentare un grave danno economico per le aziende emiliano-romagnole che operano nel settore della zootecnia: una seria minaccia che potrebbe mettere in stallo la filiera suinicola, nonché le pregiate produzioni Dop della salumeria nazionale.
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Obiettivo, fare prevenzione. Rivolta ai cittadini, in particolare escursionisti, cacciatori, fungaioli e tartufai. La malattia non colpisce l’uomo ma cinghiali e suini, con alta letalità. Proteggere gli animali ed evitare pesanti ricadute anche sul piano economico
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MANTOVA – «L’attenzione sul tema Peste suina africana deve essere tenuta altissima, si tratta di un’emergenza da non sottovalutare assolutamente. In tempi di Covid, sappiamo purtroppo cosa significhi il diffondersi a macchia d’olio di una patologia di questo tipo. Ne va della sopravvivenza del settore suinicolo mantovano e lombardo». A dirlo è Alberto Cortesi, presidente di Confagricoltura Mantova.





