COMPLETATO IL PRIMO STUDIO DI REGIONE EMILIA-ROMAGNA SUL COVID VARIANTE INGLESE: dei 204 campioni analizzati il 4 e 5 febbraio sono positivi 57.

I campioni sono stati raccolti in tutte le microbiologie delle Asl regionali, mentre il sequenziamento è stato effettuato dall’Ausl della Romagna e dall’Istituto zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna. Al via anche una nuova ricerca, su 177 campioni raccolti in tutto il territorio il 12 febbraio

L’Emilia-Romagna ha concluso il primo studio sulla diffusione della cosiddetta “variante inglese” del Coronavirus: dei 204 campioni su cui è stata effettuata l’analisi, raccolti da Piacenza a Rimini il 4 e 5 febbraio, ne risultano effettivamente positivi alla variante 57, pari al 27,9%. Su 9 campioni (213 era il numero totale di quelli raccolti) non è stato possibile procedere per insufficienza di materiale organico.

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In Emilia-Romagna uno studio per capire la diffusione della variante inglese del virus e l’eventuale presenza di altre varianti

Al via, in Emilia-Romagna, uno studio per capire quanto “gira” la variante inglese, ma anche per rintracciare l’eventuale presenza di altre varianti sul territorio regionale.

A condurlo, su mandato dell’Istituto Superiore di Sanità che ha avviato l’indagine a livello nazionale, sono i laboratori di Pievesestina (Fc), Parma, Bologna (Policlinico S.Orsola) e Modena, in collaborazione con la Regione – servizio Prevenzione collettiva e sanità pubblica – e i Dipartimenti di Sanità pubblica delle Aziende sanitarie territoriali.

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EMILIA-ROMAGNA: IDENTIFICATA LA VARIANTE INGLESE DEL VIRUS SARS-COV-2 SU 10 PERSONE PROVENIENTI DAL REGNO UNITO

In seguito alla circolare ministeriale del 30 gennaio, la Regione ha deciso di estendere la ricerca della presenza di varianti al virus anche a chi rientra da Portogallo, Brasile e Sudafrica, oltre a pazienti che presenteranno particolari criteri clinici

In Emilia-Romagna è stata identificata, su 10 pazienti tutti provenienti dal Regno Unito, la variante inglese del virus Sars-Cov 2. Sei sono stati individuati all’arrivo in aeroporto a Bologna, gli altri quattro sono stati segnalati dai servizi di sanità pubblica a seguito di verifiche.

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