Visita guidata alla Mostra 4 B + C. Fotografie dalla Collezione Fondazione Banca Agricola Mantovana a Casa del Mantegna

MANTOVA

Sabato 3 e domenica 4 maggio 2025 sarà possibile partecipare alla visita guidata alla mostra“ 4 B + C. Fotografie dalla Collezione Fondazione Banca Agricola Mantovana ”, attualmente allestita a Casa del Mantegna in via Aceri 47 a Mantova accompagnato dal curatore Mario Peliti, nei seguenti orari: 10.30 – 15.00 e 16.30

Prenotazione obbligatoria ai numeri 0376/311862 – 311861

4 B + C. Un titolo matematico per riscoprire le straordinarie campagne fotografiche, promosse dalla Fondazione Banca Agricola Mantovana e riunite per la prima volta in una splendida mostra, a cura di Mario Peliti, presso la Casa del Mantegna, dal 7 marzo al 4 maggio. Le quattro B e la C del titolo introducono Gianni Berengo GardinGabriele Basilico, Antonio Biasiucci, Olivo Barbieri, Luca Campigotto. Cinque grandi autori, che dal 2004 a oggi hanno documentato Mantova e il suo territorio, i suoi volti, la sua architettura, le sue energie. 

La storia e la natura di Mantova, che ha radici nel mito, che è terra e acqua, agricoltura e industria, arte e artigianato, ha ispirato ricerche molto diverse. Il percorso della mostra, con ben 170 immagini selezionate dalla vasta collezione della Fondazione BAM, è un viaggio nella stessa fotografia italiana. L’esordio spetta a Gianni Berengo Gardin (1930), nume tutelare del reportage umanista, che nella serie “Incontri mantovani” sorprende la città nelle atmosfere e nei volti di una lunghissima giornata quotidiana. Gabriele Basilico, architetto e autore di una imponente lettura architettonica e urbanistica delle metropoli contemporanee (1944-2013), ha trasformato Mantova in una città metafisica, lasciando che la luce racconti luoghi e stili del vivere e del lavorare insieme. Nel mondo di Antonio Biasucci (1961) il tempo storico, il nostro, non esiste, nel senso che Biasiucci torna alla materia prima del corpo, immergendosi nel buio misterioso di ogni vita. Mantova è “Manto”, la profetessa all’origine della fondazione della città, ed è anche la dea che protegge un viaggio notturno nel destino materico di ognuno di noi. La materia prima di Olivo Barbieri (1954) è l’acqua e “Il disegno dell’acqua” è il titolo della sua ricerca. Titolo doppio perché quel genitivo parla dell’acqua che disegna, in quanto riflette le immagini, ma allude anche all’idea folle di disegnare l’acqua. Tra questi estremi, l’acqua è sia la macchina fotografica che riproduce l’immagine grazie alla sua capacità specchiante, sia l’immagine in sé, riflesso ambiguo della realtà. 

Se le quattro B del progetto hanno concluso la loro ricerca, la C di Luca Campigotto (1962), di formazione storico, ha appena iniziato. Il tema è il lavoro, come indica il titolo “Della città operosa”. Una memoria latina, ispirata al virgiliano “labor omnia vincit improbus” (ogni difficoltà è vinta dal lavoro). Ma soprattutto un ritratto che esalta la ricchezza, la produttività e il genio mantovano in ogni epoca.

4 B + C
Fotografie dalla Collezione Fondazione Banca Agricola Mantova
Olivo Barbieri, Gabriele Basilico, Gianni Berengo Gardin, 
Antonio Biasiucci, Luca Campigotto
7 marzo – 4 maggio 2025
Casa del Mantegna – Via Giovanni Acerbi, 47
Mantova

Olivo Barbieri (Carpi, 1954)

Inizia l’attività espostiva nel 1978 con il progetto Flippers 1977-78. Nei primi anni ’80 concentra la ricerca sull’illuminazione artificiale nella città europea e orientale. Nel 1984 partecipa a Viaggio in Italia. Dal 1989 viaggia regolarmente in Oriente, soprattutto in Cina. Dal 1993 partecipa a varie edizioni della Biennale di Venezia. Nel 1996 il Museum Folkwang di Essen gli dedica una retrospettiva. Nel 2003 inizia il progetto site specific_, con fotografie e film in 60 città nel mondo. Nel 2013 Aperture pubblica la serie site specific_(2003-2013). Nel 2015 Hatje Cantz pubblica Ersatz Lights e il Museo MAXXI di Roma presenta la retrospettiva Immagini 1978-2014. Nel 2025 le Gallerie d’Italia, a Torino, dedicano una mostra e un libro alla ricerca trentennale sulla Cina, Spazi Altri. Con l’alterazione cromatica dell’illuminazione artificiale, il fuoco selettivo, le sovraesposizioni e l’utilizzo dei rendering l’artista mette in crisi le consuete modalità di rappresentazione.
www.olivobarbieri.it

Gabriele Basilico (Milano 1944-2013)

Dopo la laurea in architettura, nel 1973, si dedica alla fotografia. La forma e l’identità delle città e i cambiamenti che avvengono nel paesaggio urbano sono stati i suoi campi di ricerca privilegiati. Milano. Ritratti di fabbriche 1978-80 è il suo primo lavoro dedicato alla periferia industriale. Nel 1984-1985 partecipa alla Mission Photographique de la DATAR, commissionata dal governo francese, e documenta le coste della Francia settentrionale. Nel 1991 lavora a Beirut, dove torna nel 2003, 2008 e 2011. Realizza numerosi lavori di documentazione di città in Italia e nel mondo, accompagnati da numerose mostre e libri. Considerato un maestro indiscusso della fotografia contemporanea, ha esposto in molti Paesi e ricevuto numerosi premi e riconoscimenti. Ha intrecciato inoltre il suo instancabile interesse per le trasformazioni del paesaggio urbano con seminari, lezioni, convegni e riflessioni scritte.
www.archiviogabrielebasilico.it 

Gianni Berengo Gardin (Santa Margherita Ligure, 1930)

È considerato uno dei maggiori fotografi italiani. I suoi lavori, quasi esclusivamente in bianco e nero, spaziano dal reportage di stampo umanista alla descrizione ambientale, dall’indagine sociale (i reportage sugli istituti psichiatrici e sui Rom) alla foto industriale (Olivetti, Alfa Romeo, IBM, Italsider), e ancora dal paesaggio all’architettura (le decennali collaborazioni con il TCI e con Renzo Piano). Ha pubblicato sulle principali testate della stampa italiana e internazionale, ma si è dedicato soprattutto ai libri, realizzando 265 volumi fotografici. Ha tenuto più di 370 mostre personali in Italia e all’estero. I suoi lavori sono presenti nelle collezioni di importanti musei e fondazioni internazionali, tra cui il MoMA di New York, la Bibliothèque Nationale de France, la Maison Européenne de la Photographie di Parigi, il MAXXI di Roma. Tra i numerosi riconoscimenti ha ricevuto il Leica Oskar Barnack Award nel 1995 e il Lucie Award alla carriera nel 2008.  

Antonio Biasiucci (Napoli, 1961)

Casertano, lavora a Napoli sulle periferie urbane e sulla memoria personale, fotografando riti, ambienti e persone del paese nativo. Dal 1987 al 1995 collabora con l’Osservatorio vesuviano e fotografa i vulcani attivi italiani. Nel 1987 conosce quello che diventerà il suo maestro, Antonio Neiwiller, regista di teatro, stabilendo con lui un forte sodalizio artistico. Numerosissime le personali e le partecipazioni a mostre in Italia e all’estero. Nel 1992, ad Arles, vince il premio “European Kodak Panorama” e nel 2005 a Londra il “Kraszna/Krausz Photography Book Awards”, con il volume Res. Lo stato delle cose (2004). Nel 2012 fonda il “Lab per un laboratorio irregolare”, dedicato ai giovani fotografi. È docente di “Fotografia come linguaggio artistico” all’Accademia di Belle Arti di Foggia e di Napoli. Tra le monografie recenti, Altri Sguardi, Antonio Biasiucci (Corraini, 2023), Tombola, Biasiucci/Paladino (Contrasto, 2023), e Arca, Antonio Biasiucci (Skira, 2024).

Luca Campigotto (Venezia, 1962) 

Dopo la laurea in storia moderna, si dedica alla fotografia realizzando progetti in tutto il mondo. Oggi vive a Milano e New York. Ha pubblicato una ventina di monografie, tra cui Atlante sentimentale (Inches Music Group, 2024), American Elegy (Silvana Editoriale, 2021), L’ora blu (Fondazione Capri, 2019), Disoriente (Postcart, 2018), Iconic China (Damiani, 2017), Teatri di guerra, (Silvana Editoriale, 2014), Gotham City (Damiani, 2012), My Wild Places (Hatje Cantz, 2010), Le pietre del Cairo (Peliti Associati, 2007), Venezia, immaginario notturno (Contrasto, 2006), Molino Stucky (Marsilio, 1998), Venetia Obscura (Peliti Associati, 1995). Sue opere sono conservate in musei e istituzioni internazionali, tra cui, MEP, Parigi, CCA, Montreal, The Warehouse, Miami, The Hearst Collection, New York, Fidelity Collection, Londra, MAXXI, Roma, Fondazione MAST, Bologna, UniCredit Group, Milano, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino, Metropolitana, Napoli, Palazzo Fortuny, Venezia.
www.lucacampigotto.com 

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