Giornate Europee del Patrimonio 2025 – Ritorna il consueto appuntamento di settembre: aperture straordinarie lungo il percorso di visita di Palazzo Ducale e un ingresso serale a prezzo speciale.
MANTOVA – In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2025 di sabato 27 e domenica 28 settembre 2025 il percorso di visita del Museo di Palazzo Ducale sarà ampliato ad aree normalmente chiuse al pubblico.
In particolare si potrà accedere dal cortile del Castello al ponticello sospeso sul fossato del maniero e quindi percorrere il Volto Oscuro (o Listone dei Marmi), affacciandosi su Piazzetta Santa Barbara. Il percorso prevede il ritorno al cortile del Castello. Sarà inoltre possibile visitare il cosiddetto “Appartamento dei Nani”, riproduzione in dimensioni ridotte – su commissione di Ferdinando Gonzaga nel 1615 – della Scala Santa di San Giovanni in Laterano a Roma.
Al Museo Archeologico Nazionale sarà possibile visitare gli ambienti che ospitano oggi la biblioteca, dove restano tracce di decorazioni risalenti al 1549 circa. Qui sarà a disposizione del pubblico materiale informativo sulla storia del primo teatro fisso di corte, che sorgeva proprio dove oggi si trova il Museo archeologico. Ingresso con biglietto ordinario.
Aperture straordinarie diurne:
Sabato 27 settembre 2025 dalle ore 10 alle 13 e dalle ore 14.30 alle 17.30
Domenica 28 settembre 2025 dalle ore 10 alle 13 e dalle ore 14.30 alle 17.30
Ingresso con biglietto ordinario.
Apertura straordinaria serale (percorso ordinario):
Sabato 27 settembre 2025 dalle ore 19.15 alle 22.15 (ultimo ingresso ore 21.20)
Il museo sarà aperto in continuità fino alle ore 22.15, con biglietto di ingresso a tariffa speciale di €1 a partire dalle ore 18.40.
Sarà attivo il servizio di visite guidate al percorso ordinario con partenze alle ore 19.10 e 20.10 (servizio guida €7 a persona, prenotazioni via call center 049 2010262 o web)
ALTRI EVENTI
ATTIVITÀ DIDATTICA
Domenica 28 settembre 2025 alle ore 15.30, a cura dei Servizi Educativi del Museo di Palazzo Ducale, “Oh, che bel castello“, attività didattica per bambini 6-12 anni: visita con laboratorio didattico (€ 5,00 a partecipante). Prenotazioni via Infopoint tel. 0376 352100, attivo dal martedì alla domenica dalle ore 8.30 alle 13.30.
Ponticello, Volto Oscuro e Listone dei Marmi
Il percorso ha inizio dal ponticello che collega la controtorre meridionale del Castello alla cosiddetta Corte Nuova, inaugurato nel 2022 in sostituzione di un precedente ammalorato. Il Castello, detto “di San Giorgio” solo in epoca recente per la vicinanza al borgo oltre il lago Inferiore, fu edificato alla fine del Trecento da Francesco I Gonzaga ed è attribuito all’architetto Bartolino Ploti da Novara. Una curiosità: una colonia di chirotteri ha dimora sotto l’arcata più vicina al ponticello, a destra di chi lo percorre venendo dal Castello.
Attraversato il ponticello ci si immette alla base di quello che un tempo era il rivellino di San Nicolò, poi inglobato nell’Appartamento Grande di Castello di Guglielmo: accediamo da qui nel cosiddetto Vòlto Oscuro, parte del tracciato di un’antica via cittadina, che costeggiava in origine il Castello e che, solo a seguito dell’edificazione di Corte Nuova, venne gradualmente inglobato all’interno del complesso palatino, pur mentendo la sua funzione di collegamento tra il ponte di San Giorgio e la piazza del duomo cittadino. Proprio attraverso questo passaggio in comunicazione con il ponte di San Giorgio avvenne l’ingresso dei Lanzichenecchi in città nel 1630, in occasione di quello che passerà alla storia come il Sacco di Mantova.
Procedendo in direzione di piazzetta santa Barbara, lungo il tratto coperto, si percorre tutta l’estensione della sala di Manto; in parte già qui e in parte nel tratto scoperto di questa antica via, comunemente noto come “Listone dei marmi”, si trovano numerosi marmi per lo più provenienti dalle demolizioni cittadine del secolo scorso. Si riconoscono fusti di colonne, architravi e spalle di portali, basi di colonne (alcune provenienti dal Ghetto), ma anche lapidi: tra queste, alcune originariamente collocate nel Palazzo degli Studi, dove aveva sede il Museo Statuario creato da Maria Teresa d’Austria, i cui pezzi furono trasferiti dal Comune di Mantova in Ducale nel 1915.
La Scala Santa o Appartamento dei Nani
L’Appartamento dei Nani, così chiamato a partire dalla fine dell’Ottocento a causa delle ridotte dimensioni delle stanze che lo compongono, nacque, in realtà, con una precisa funzione devozionale. Intorno al 1615 duca Ferdinando Gonzaga decise di costruire una riproduzione in dimensioni ridotte della Scala Santa di Roma, ovvero la scala del Pretorio di Pilato a Gerusalemme salita da Gesù Cristo il giorno della sua passione. La struttura è caratterizzata da tre scale parallele, di ventotto gradini come nel modello romano, che andavano percorse in ginocchio; al centro si apre un ambiente ottagonale con cupoletta emisferica adibito a cappella. La decorazione è costituita da semplici cornici in stucco.
Gli affreschi della biblioteca del Museo Archeologico Nazionale
Gli affreschi della biblioteca del Museo Archeologico Nazionale sono una sorpresa nel panorama delle decorazioni del Cinquecento mantovano. Dobbiamo immaginare che essi rivestissero un esterno, un prospetto rivolto verso piazza Castello, e che fossero eseguiti nel 1549 circa per decorare il primo teatro stabile dei Gonzaga, nel sito oggi occupato dal Museo Archeologico. Possiamo intravedere il loro aspetto complessivo in una tela dei “Fasti Gonzagheschi” realizzata da Tintoretto per decorare le grandi specchiature dell’Appartamento Grande di Castello. In questa tela è rappresentato il lato di piazza Castello dove oggi sorge il Museo Archeologico Nazionale e un tempo sede del teatro di corte; in alto sulla tela, dietro alle persone adagiate sul tetto del portico, si vedono una sequenza di colonne disegnate, ancora oggi visibili ma rimaste all’interno dell’ambiente della biblioteca. Il teatro era ispirato al modello illustrato da Sebastiano Serlio per i teatri di corte nel secondo libro dei sette libri del suo trattato intitolato Secondo Libro di Perspettiva (1545). L’interno del teatro andò distrutto in un incendio nel 1588 ma il fuoco non danneggiò i muri portanti e le decorazioni in esterno. Gli affreschi superstiti permettono di ricostruire idealmente un ordine costituito da colonne binate rustiche a bugne fasciate e alternate, che inquadrano nicchie con statue. L’utilizzo del “rustico” è senz’altro un rimando a Giulio Romano, il quale però era morto nel 1546. Il disegno può pertanto essere riferito all’ambito di Giovanni Battista Bertani – pittore, scultore e architetto – erede di Giulio come prefetto delle fabbriche gonzaghesche. Le decorazioni parietali a firma “Doratti”, visibili nella pima sala, si datano invece tra fine Ottocento e primi del Novecento. In quest’epoca l’edificio fu riconvertito a mercato dei bozzoli, cioè dei bachi di seta.



