LAMBERTO MELINA. Le Madri mediatrici poetiche e metafisiche, dal 28 febbraio alla Rotonda di San Lorenzo

MANTOVA – Dal 28 febbraio al 22 marzo le opere dell’artita Lamberto Melina saranno esposte nell’antica Rotonda di San Lorenzo in pieno centro storico a Mantova (piazza delle Erbe).

L’inaugurazione si terrà sabato 28 febbraio alle ore 10:00, con un breve omaggio musicale del maestro Davide Montaldi all’oboe.

La mostra si è resa possibile grazie alla collaborazione del Liceo Artistico Giulio Romano di Mantova ed il patrocinio dell’associazione dei Musei Domenicani e al sostegno di banca BCC e dell’impresa Sironi Coperture.

Lamberto Melina: L’Arte della percezione

Testo critico di Massimo Pirotti

I soggetti dipinti da Lamberto Melina nascono direttamente dalla coscienza e si fanno portatori di una meditazione profonda sulla soggettività e sulla natura ingannevole della realtà percepita.

Le figure femminili che egli rappresenta dischiudono uno sguardo introspettivo di rara complessità, nel quale si palesa l’impalpabile, quasi mistica sostanza della psiche umana.

La luce che sfiora e al tempo stesso consacra la carnalità delle forme, unita agli sguardi carichi di enigma, evoca il compiersi di un silenzioso rito iniziatico: è infatti nell’atto stesso del guardare che lo spettatore viene chiamato a intraprendere un cammino di conoscenza puramente visiva.

Le visioni dell’artista si nutrono dei più articolati codici della filosofia; attraverso di essi modellano e al contempo scuotono la nostra coscienza, denudando l’aspetto incommensurabile del reale, l’illusorietà ineludibile della percezione e le incessanti dislocazioni esperienziali che attraversano e frammentano il nostro esistere.

Queste donne si configurano come “Madri” del nostro tempo, icone moderne che l’autore elegge a mediatori poetici e metafisici tra l’Uno indiviso e il molteplice fenomenico.

Avvicinarsi ad esse con autentica disponibilità significa abbandonarsi all’abbraccio, insieme immobile e vibrante, della meraviglia, cogliere al di là di ogni coordinate spazio-temporale la nuda essenza della realtà vera, là dove l’io e il Tutto si riconoscono e si compenetrano in un’intuizione amorosa e ineffabile.

Sono presenze al contempo enigmatiche ed eleganti, figure che paiono emergere da un’oscurità primordiale, incarnando un senso infinito di atemporalità che continuamente disvela la sacralità del silenzio.

È necessario perdersi nella perlacea luce che si insinua nei volti e nei corpi di queste madri, poiché l’ipnotica visione della loro bellezza sacrale inebria tanto il versante sensoriale quanto quello più segreto e cerebrale della nostra interiorità.

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