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Continua a leggereFrontemare Rimini: inaugurazione stagione invernale Top Club Show Dinner, un evento di eleganza, musica e cucina raffinata
RIMINI – Il Top Club Show Dinner di Rimini si prepara a inaugurare la stagione invernale con un evento che unisce cucina raffinata, spettacolo e musica.

Scopri il 6° Simposio Internazionale di Arte Contemporanea al MAM di Gazoldo, dedicato ai diritti umani: Inaugurazione sabato 18 ottobre
6° Simposio Internazionale di Arte Contemporanea
30 Articoli – Dichiarazione Universale dei Diritti Umani
Opere di Elisa Andessner, Peter Assmann, Max Della Mora, Elena Caterina Doria, Leonhard Neuhauser, Anna Schrems, Æno (Emanuela Serafino)
Reportage fotografico di Marina Tomasi

Torna “In Luce. Leggermente fuori fuoco!”, una rassegna che promuove inclusione e arte al Teatro di San Benedetto Po, dal 3 ottobre con “Un paese allo specchio. Episodio 1”
SAN BENEDETTO PO (MN)- Venerdì 3 ottobre ci sarà il primo appuntamento della rassegna “In Luce. Leggermente fuori fuoco!” nell’ambito del progetto triennale “Teatro e(‘) inclusione”.
Continua a leggereMostra “Vivi presenti pugnanti”, un viaggio nella memoria antifascista italiana dal 4 ottobre Museo Cervi a Gattatico
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il 3 ottobre visita la mostra “Pavia 1525” al Castello Visconteo, un viaggio nel Rinascimento e nella Battaglia di Pavia
- L’esposizione, organizzata in occasione del Cinquecentenario della Battaglia, ha ottenuto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica per il proprio valore storico e culturale
- Il percorso espositivo comprende gli spettacolari arazzi del Museo di Capodimonte che raffigurano la Battaglia di Pavia e opere di grandi maestri come Leonardo da Vinci e Pietro Perugino insieme a dipinti, disegni, sculture, codici miniati e oggetti d’arte decorativa provenienti da prestigiose istituzioni italiane ed internazionali.
PAVIA – Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella visiterà nella mattina del 3 ottobre al Castello Visconteo di Pavia la grande mostra “Pavia 1525: le arti nel Rinascimento e gli arazzi della battaglia” che ha aperto al pubblico lo scorso 19 settembre. La mostra ha ottenuto, per il proprio valore storico e culturale, l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, e attraverso le opere di grandi maestri come Leonardo da Vinci, Ambrogio Bergognone, Bernardino Zenale, Pietro Perugino, offre una prestigiosa e unica testimonianza della splendida fioritura artistica e culturale che Pavia conobbe nel Rinascimento. In uno dei periodi più iconici della storia del Paese, la città fu infatti uno straordinario crocevia artistico, politico e culturale tra Nord Europa e Italia.

Bernard van Orley, disegnatore (circa 1488 – 1541)
Willem e Jan Dermoyen, arazzieri (Bruxelles, attivi circa 1520 – 1540)
Avanzata dell’esercito imperiale e contrattacco della gendarmeria francese guidata da
Francesco I 1528-31 ca. Lana, seta, fili d’oro e argento Napoli, Museo e Real Bosco di Capodimonte
La mostra è stata organizzata nell’ambito delle manifestazioni per il Cinquecentenario della Battaglia di Pavia (24 febbraio 1525), un evento epocale che ha segnato la storia d’Europa, il primo grande scontro in cui le armi da fuoco furono decisive per l’esito finale e che aprì un nuovo capitolo nelle vicende dell’Italia e del Vecchio Continente. Punto di forza della mostra è la spettacolare raffigurazione visiva della battaglia, offerta dai sette arazzi monumentali del Museo e Real Bosco di Capodimonte a Napoli, eccezionalmente concessi tutti in prestito per l’occasione, tessuti negli anni 1528-1531 dalla manifattura fiamminga di Jan e Willem Dermoyen su disegni di Bernard van Orley, per celebrare la vittoria delle truppe imperiali di Carlo V sull’esercito francese guidato da re Francesco I.
Gli arazzi sono quindi riuniti nella città che li ha ispirati, dopo un importante intervento di restauro e tre grandi mostre negli Stati Uniti, per restituire al pubblico la narrazione visiva completa della battaglia, immortalata con una sensibilità pittorica e simbolica di sorprendente modernità.
Caratteristica distintiva della mostra è quella di costruire un vero e proprio dialogo tra dipinti, disegni, sculture, codici miniati e oggetti d’arte decorativa provenienti da prestigiose istituzioni italiane ed internazionali quali la Pinacoteca di Brera, il Castello Sforzesco di Milano, la Veneranda Pinacoteca Ambrosiana, la Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze, la Certosa di Pavia e il suo museo, il Musée d’art et d’histoire di Ginevra, la Royal Collection di Windsor e il Victoria & Albert Museum di Londra.
Per l’occasione è stato ricomposto nel percorso espositivo un magnifico polittico, che il maestro lombardo Ambrogio Bergognone realizzò per la Certosa e le cui tavole sono oggi divise in luoghi e proprietà diversi. Grazie al sostegno di Fondazione Bracco, è possibile fruire dei risultati delle analisi diagnostiche non invasive condotte su alcune tavole del polittico da un team di esperti delle Università di Milano, dello spin off IUSS-Pavia DeepTrace Technologies e del Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale.
Viene inoltre presentato al pubblico lo straordinario coro ligneo cinquecentesco intarsiato e dipinto proveniente dalla chiesa di San Marino di Pavia, appositamente restaurato e allestito presso i Musei Civici.
La mostra si articola in due sezioni principali. La prima è dedicata a esplorare lo straordinario momento storico-artistico che la città di Pavia visse nel Rinascimento tra la fine del Quattrocento e il 1525. La seconda sezione, volutamente separata a significare la cesura che l’evento bellico segnò rispetto agli anni precedenti sia per Pavia e per il Ducato di Milano, sia per gli equilibri politici di tutta la penisola, è interamente dedicata all’esposizione dei sette monumentali arazzi.
L’iniziativa è organizzata dai Musei Civici di Pavia e dal Comitato Promotore e Alto Coordinamento per il Cinquecentenario della Battaglia di Pavia composto da: Comune di Pavia, Fondazione Monte di Lombardia, Camera di Commercio Cremona-Mantova-Pavia, Università di Pavia, con il prezioso sostegno di Intesa Sanpaolo, Fondazione Cariplo e Fondazione Bracco.
In particolare, Intesa Sanpaolo considera l’arte e la cultura come una risorsa strategica del Paese in grado di innescare processi di crescita anche sul piano sociale, economico e occupazionale. Inserito a pieno titolo nel proprio Piano di Impresa 2022-2025, l’impegno della Banca verso la cultura e l’arte è una componente significativa del programma di sostenibilità ESG di Intesa Sanpaolo.
I curatori della mostra sono Francesco Frangi, Pietro Cesare Marani, Mauro Natale, Laura Aldovini e, per la sezione degli arazzi, Carmine Romano e Mario Epifani per il Museo di Capodimonte. Il comitato scientifico è presieduto da Annalisa Zanni, già Direttore del Museo Poldi Pezzoli di Milano, e include alcuni tra i massimi esperti del periodo rinascimentale e in particolare, oltre ai curatori, Marco Albertario, Rosario Maria Anzalone, Stefania Buganza, Pier Luigi Mulas, Edoardo Rossetti. Ad essi si aggiungono altri esperti che hanno contribuito al catalogo, tra i quali Sylvain Bellenger, Thomas P. Campbell, Andrea Di Lorenzo, Luisa Giordano, Cecilia Paredes.
- Il percorso espositivo
La rassegna si apre con la figura di Donato de’ Bardi, pittore attivo in prevalenza in Liguria, ma che orgogliosamente si firma “PAPIENSIS”, evocato in mostra quale precursore dello sviluppo dell’arte rinascimentale a Pavia e fondamento per tutta la pittura lombarda del Quattrocento.
I nuclei intorno a cui si sviluppa il percorso sono: la Certosa, il Duomo, la città. Una sezione è dedicata infatti allo straordinario cantiere della Certosa di Pavia, il più emblematico degli ambiziosi progetti dei duchi nella loro seconda capitale. Nella sua magnificenza di marmi e pale d’altare, la Certosa costituisce – a cavallo tra Quattro e Cinquecento – un cantiere cardine per l’arte lombarda, anche per la presenza dei capiscuola dell’arte della regione, come il Bergognone, e di alcuni dei maggiori maestri italiani del tempo, primo fra tutti il Perugino.
Un’altra sezione si incentra sulla ricostruzione della cattedrale pavese. L’impresa fu la conseguenza di un vero moto di orgoglio civico che vide i pavesi, i presuli residenti alla corte di Roma e i signori del ducato impegnati a finanziare il cantiere di una chiesa che si voleva più bella di Santa Sofia a Costantinopoli. Il risultato fu un concorso straordinario di artisti sulla scena pavese, tra cui Bramante, Leonardo, Francesco di Giorgio Martini e altri che furono incaricati di occuparsi del progetto. La loro presenza ebbe ripercussioni rilevanti sulla schiera di artigiani e di artisti locali, come testimonia anche il monumentale modello ligneo conservato proprio in Castello – una delle testimonianze più alte della carpenteria rinascimentale. Oltre all’Incisione Prevedari, la rarissima stampa eseguita su disegno di Bramante, sono stati concessi in prestito alcuni preziosissimi disegni di Leonardo, che rievocano i soggiorni pavesi del maestro – ad esempio in occasione dell’avvio del cantiere della Cattedrale – con studi su chiese a pianta centrale, sui cavalli di Galeazzo da Sanseverino e sul tema dell’antica statua equestre del Regisole, con fogli eccezionalmente prestati dalle Collezioni reali di Windsor.
Altre sezioni sono dedicate alla produzione degli artisti pavesi impegnati nella pittura, nella scultura in legno e nella miniatura, mirando a rendere visibili i riverberi di questa vivace congiuntura nella produzione figurativa locale. Vengono così presentati per la prima volta a confronto tra loro le personalità di pittori come Bernardino Lanzani, Bartolomeo Bonone, il cosiddetto Maestro della Deposizione di Pavia, il Maestro delle Storie di Sant’Agnese, e quelle dei maestri intagliatori come i fratelli De Donati e Giovanni Angelo Del Maino, artista che fu tra i più nobili interpreti della scultura lignea nell’Italia di primo Cinquecento.
Assecondando un climax ascendente, il percorso culmina nell’ultima grande sala della mostra, dove il pubblico può godere di una vera e propria ‘immersione’ nella fantasmagoria della rappresentazione della Battaglia offerta dai sette arazzi di Capodimonte, all’interno dei quali si colgono – grazie ad un apposito apparato didattico – i vari personaggi e i momenti chiave dell’evento storico che cambiò le sorti d’Europa.
Nello stesso Castello Visconteo i visitatori possono inoltre trovare un’altra occasione di approfondimento sulla Battaglia di Pavia con la mostra multimediale tuttora in corso e aperta fino al 29 dicembre 2025, con possibilità di biglietto scontato integrato.
La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Dario Cimorelli Editore.
Per ogni ulteriore informazione:
sito https://www.battagliadipavia1525.it/
FB https://www.facebook.com/profile.php?id=61567904578454
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