GAZOLDO d/IPPOLITI – EZIO FILIPPI, STEFANO PATUZZI, GIORGIO PAVESI ospiti dell’ASSOCIAZIONE POSTUMIA

_copertina_ok.inddDomenica 8 apirle ore 17.00 nella sede di Rocca Palatina Palazzo Pacchielli Bosoni di Gazoldo degli Ippoliti (via Marconi 123) l’Associazione Postumia, Centro Studi e Ricerche di Scienze Lettere e Arti, ricorda LUIGI CAPRA – indimenticabile collaboratore dell’Associazione. EZIO FILIPPI dell’Accademia di Agricoltura Scienze e Lettere di Verona presenta «Gli scritti geografici di Cesare Battisti».

 

ROBERTO NAVARRINI, direttore scientifico di “Postumia”, dialoga con l’autore Ezio Filippi, preside e geografo, che ci porta alla riscoperta del suo illustre “collega”, assai più noto come irredentista e martire, del quale nel 2017 ricorreva il centenario dell’impiccagione. Eppure il Battisti fu per professione e cultura anche e soprattutto un eccellente geografo, autore di scritti, atlanti e cartografie insuperati del suo Trentino in particolare… Spiga il direttore artistico di Postumia NANNI ROSSI  Continua a leggere

LA SERA E I NOTTURNI DAGLI EGIZI AL NOVECENTO alla Basilica Palladiana di Vicenza

WP_20150307_17_42_03_Prodi Mendes Biondo (giornalista)

Considerare la mostra di Goldin come se fosse un saggio accademico è l’errore che non permette l’accesso alla sua bellezza.La poetica di Tutankhamon, Caravaggio, Van Gogh. La sera e i notturni dagli Egizi al Novecento è la stessa che potremmo trovare nei testi di Bataille o negli scritti di Artaud (passeggiare per le quelle stanze sembra quasi come leggere dei passi da Eliogabalo o l’Anarchico incoronato). Ci si sposta dalla leziosità dei parrucconi per sentire l’arte in tutte le sue fibre, così come lo stesso curatore ammette quando scrive: “L’idea di questa mostra si feconda nell’approfondimento della Fenomenologia della percezione di Maurice Merleau-Ponty, libro epocale per gli studi nel XX secolo, uscito nel 1945 da Gallimard a Parigi. C’è un passo, in modo particolare, attorno a cui si è sviluppata la mia riflessione circa il tema della notte, e dal quale parte il progetto di questa esposizione: “Quando, per esempio, il mondo degli oggetti chiari e articolati si trova abolito, il nostro essere percettivo amputato del suo mondo delinea una spazialità senza cose. E’ ciò che accade nella notte. Essa non è un oggetto di fronte a me, ma mi avvolge, penetra attraverso tutti i miei sensi, soffoca i miei ricordi, cancella quasi la mia identità personale […].” Continua a leggere