di Paolo Biondo
Sono moltissime le persone che comunque dallo scorso 1 maggio ad oggi, hanno deciso di immergersi in un contesto che vissuto a distanza sembra una scatola vuota.
Un “paese” senza anima, dove l’esserci è più figlio dell’apparire, “dell’essere alla moda” che del sentirsi realmente partecipe di un evento che racconta, per alcuni versi, un mondo nuovo, un mondo che merita di essere conosciuto ed apprezzato. Continua a leggere
