“L’analisi del comparto non può che descrivere un settore depresso, schiacciato da costi di produzione che non rientreranno mai e che nel 2022 si ritroverà al giro di boa e cioè se avere un futuro oppure se è giunto il momento di abbassare la saracinesca. Una dismissione sarebbe una tragedia per il Basso mantovano sia in termini di valore aggiunto per le imprese agricole sia in chiave di biodiversità”.
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