STAGIONE NEGATIVA PER LE PERE MANTOVANE. MORSELLI: SERVE UNA SVOLTA PER IL SETTORE, FAVORIRE LA RICERCA

“L’analisi del comparto non può che descrivere un settore depresso, schiacciato da costi di produzione che non rientreranno mai e che nel 2022 si ritroverà al giro di boa e cioè se avere un futuro oppure se è giunto il momento di abbassare la saracinesca. Una dismissione sarebbe una tragedia per il Basso mantovano sia in termini di valore aggiunto per le imprese agricole sia in chiave di biodiversità”.

Non c’è spazio per gli equivoci nelle parole di Pier Paolo Morselli, agricoltore, referente di Coldiretti per la zona di Ostiglia e presidente di Corma, la più importante cooperativa ortofrutticola della provincia, che per il 2021 si prepara a chiudere un bilancio “fortemente penalizzato dall’andamento della stagione delle pere”.

L’annata – osserva Coldiretti Mantova sulla base della superficie provinciale coltivata a pere (circa 600 ettari in produzione) – è partita in salita, stroncata dalle gelate di aprile che hanno compromesso lo sviluppo vegetativo e ridotto notevolmente la quantità di prodotto disponibile.

“Abbiamo poi avuto problemi con la presenza di cimice asiatica, contro la quale i lanci di vespa samurai si sono rivelati meno efficaci delle previsioni e i metodi chimici di contrasto non sembrano dare risposte positive – commenta Morselli -. Solamente le reti anti-insetto, dove posizionate, hanno contenuto la voracità dell’insetto”.

A livello varietale, le pere Abate (che rappresentano il 50% della superficie fra i conferenti a Corma) e Conference hanno sofferto quest’anno la presenza dell’Alternaria, un fungo che ad oggi la chimica fatica a contenere e che a livello di buone pratiche agronomiche solamente la rottura del cotico erboso sottostante al frutteto sembra dare qualche timido risultato. “Il potenziamento della struttura fitosanitaria regionale è una prima risposta – afferma Morselli – e bisogna proseguire intensificando gli sforzi sulla ricerca applicata”.

A complicare ulteriormente un quadro già ampiamente drammatico è – denuncia Coldiretti Mantova – la diffusione della cocciniglia sulla vite, un fitofago fino ad ora mai apparso su una delle colture simbolo della campagna mantovana.

“Nel 2022 avremo di fronte un bivio e sarà una sorta di ultima chiamata per il settore – denuncia Morselli -. Senza soluzioni valide in grado di arginare l’avanzata della cimice, dell’Alternaria e di altri patogeni, molte aziende saranno costrette a procedere con l’espianto, con danni di biodiversità, di redditività per le imprese e, indirettamente, per il settore. Il crollo delle produzioni in seguito alle gelate di aprile ha avuto un impatto negativo non solo sui bilanci degli agricoltori, ma anche sull’indotto: il trasporto, la cooperativa, l’occupazione, gli imballaggi, i rivenditori di mezzi tecnici come fitofarmaci e concimi. Un danno enorme”.

Servirebbe cambiare approccio e su questo fronte Morselli invita il mondo della ricerca a studiare possibilità di tecnica di lotta alternativa come il biologico o, metodo sempre più richiesto dalla grande distribuzione, la produzione di pere a residuo zero. “La svolta non sarà immediata, perché i problemi legati alla cimice asiatica e all’Alternaria sono impellenti e non permettono fughe in avanti – frena il presidente di Corma – ma potrebbe rappresentare un beneficio per il distretto produttivo”.

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