«L’essere ascoltati da molti è il fondamento dell’oggettivazione musicale e, laddove ciò è escluso, questo si riduce necessariamente a qualcosa di quasi fittizio, alla presunzione del soggetto estetico che “noi” dice mentre è solo “io”, e che tuttavia non può affatto dire nulla senza implicare il “noi”.» (TW Adorno, Introduzione alla sociologia della musica, trad. it. di G. Manzoni, Torino, Einaudi, 1971, cap. 12 «Mediazione»)
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