Concerto omaggio ad Antonio Zerbini, in occazione dei 100 anni dalla nascita del basso reggiolese, domenica 8 dicembre, ore 17:00, Sala dei Miti di Palazzo Sartoretti a Reggiolo.
Gli interpreti del bel canto saranno: Raffaela Riga, soprano e Pamela Ragazzini, mezzo soprano accompagnate al pianoforte da Nicolò Anzivino, vincitore del primo Concorso Pianistico Nazionale “Rinaldi-Rota” –
Programma di sala
Robert Schumann
Carnevale di Vienna
Franz Liszt
Funerailles
Sergej Vasil’evič Rachmaninov
Studio op. 39 n°1
Georges Bizet
da Carmen: “Habanera”
Jacques Offenbach
dai Racconti di Hoffmann: “Barcarolle”
Giacomo Puccini
da La Boheme: “Quando men vo”
Antonio Zerbini nasce a Reggiolo (RE) il 5 dicembre 1924, da Carlo e Adelia Petratti. Dopo avere frequentato le Scuole Elementari e Medie del luogo, viene messo “a bottega” in una rinomata officina meccanica locale, gestita da Elico Millenotti, suo parente e indimenticato campione motociclistico.
Antonio Zerbini possiede una “possente voce di basso profondo”, di cui dà continuamente prova “assordando”, i clienti dell’officina in cui lavora, nonché i suoi stessi familiari. Resta a Reggiolo fino al 1943 quando parte per il servizio militare in Marina (Venezia). Terminata la guerra, aderisce a una Cooperativa di operai meccanici e automobilisti, messa in piedi a Reggiolo, poi costituisce insieme ad un socio un’impresa di rivendita di gas in bombole e verso la fine degli anni Quaranta, si trasferisce a Brescia, dalla sorella Franca, dove lavora e studia musica e canto. A Milano frequenta la scuola del baritono Apollo Granforte, dal quale impara l’amore per Verdi e il melodramma romantico, e a cantare con potenza e morbidezza.
Nel 1950 partecipa al IX Concorso Nazionale di Canto a Bologna, dove conquista il primo posto ex-aequo assieme ad altri tre concorrenti su 155 provenienti da tutta Italia, vincendo a soli 25 anni una borsa di studio, che gli consente di studiare presso il direttore d’orchestra M° Martini di Parma. Nel 1952 prende avvio la carriera artistica: vince il concorso di Spoleto cantando fianco di Beniamino Gigli, presidente onorario del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto. Pochi mesi dopo, è al Teatro alla Scala di Milano in Rigoletto. E’ l’inizio della sua carriera di cantante stabile alla Scala, tanto da essere spesso indicato come il “Basso scaligero” per antonomasia. Nel 1958 è all’Arena di Verona con Aida nel ruolo di Ramfis, diretto da Serafin al fianco di Carlo Bergonzi, Franco Corelli e altri illustri. Nel 1959 approda al Teatro Municipale di Reggio Emilia in Lohengrin, diretto da Franco Ghione. Tornerà nel 70 con Aida, nel 71 con I Puritani e nel 72 con Norma nel ruolo di Oroveso.
Seguono nel frattempo i teatri Bellini di Catania, Massimo di Palermo, San Carlo di Napoli, Opera di Roma, Petruzzelli di Bari, Comunale di Firenze, Bologna, Modena, Regio di Parma, Municipale di Piacenza, La Fenice di Venezia, Grande di Brescia, Carlo Felice di Genova, Regio di Torino, Sferisterio di Macerata, Verdi di Trieste e la RAI. Torna a L’Arena di Verona per 12 stagioni fino al 1981. Dal 1954 fu attivo anche all’estero, cantando in Algeria, Finlandia, Norvegia, Grecia, Egitto (Aida al Cairo, 1967), Spagna, Portogallo, Francia, Germania, Polonia, Olanda, Svizzera, Inghilterra, Belgio, Russia, Jugoslavia e Giappone.
Guidato e apprezzato, da maestri come Gabriele Santini, Tullio Serafin, Dimitri Mitropulos, Hermann Scherchen; Vittorio Gui, Antonino Votto, Francesco Molinari Pradelli, Peter Maag, Claudio Abbado, si esibisce con Mario Del Monaco, Gianni Raimondi, Placido Domingo, Luciano Pavarotti, Alfredo Kraus, Maria Tebaldi, Renata Scotto, Tito Gobbi, Giulietta Simionato, Maria Callas, Virginia Zeani, Nicolai Ghiaurov, Joan Sutherland, Raina Kabaivanska, ecc. Il 2 giugno 1977 festeggia con una esibizione a Reggiolo i 25 anni di carriera. Nel 1984, dopo un’ultima partecipazione al Simon Boccanegra di Verdi al Teatro San Carlo di Napoli, abbandona definitivamente le scene, ormai carico di soddisfazioni e di onori.
Zerbini si spegne a Milano il 19 dicembre 1987.
Ha appena compiuto sessantatré anni. Tra i molti necrologi apparsi sulla Stampa nazionale, quello del Giornale di Brescia conclude così: “Ora il basso Antonio Zerbini, bresciano per scelta e per simpatia, ha compiuto l’ultima trasferta per quel palcoscenico, forse meraviglioso in assoluto, che è la beatitudine, intuita anche da chi non crede”.