MISURE DI CONTENIMENTO ADOTTATE DA REGIONE LOMBARDIA

A partire da oggi 7 aprile e fino al 30 aprile, entra in vigore il Decreto Legge n.44 che proroga alcune misure già in vigore e prevede in particolare la ripresa delle attività didattiche in presenza per asili nido, scuole materne, scuole elementari e prime medie. In base all’Ordinanza del Ministro della Salute del 2 aprile 2021, la Lombardia rimane collocata in “zona rossa”.

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LOMBARDIA ZONA ROSSA DA LUNEDÌ, FONTANA: CHIESTO A GOVERNO DI GARANTIRE SCUOLA ‘IN PRESENZA’ AI FIGLI DEL PERSONALE SANITARIO

“Per ora non abbiamo ancora notizie ufficiali anche se i dati, che sono stati valutati, portano nella direzione di collocare la Lombardia, da lunedì, in zona rossa”. Lo ha detto oggi il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, al termine di un incontro tra le Regioni e il ministro Mariastella Gelmini.

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ZONA ROSSA IN ROMAGNA DALL’8 AL 21 MARZO. IL PRESIDENTE BONACCINI FIRMA NUOVA ORDINANZA

Il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, ha firmato l’ordinanza che istituisce la zona rossa per i comuni della Ausl Romagna, e cioè tutti quelli delle province di Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini, territori già ora in arancione scuro fatta eccezione per il Forlivese, anch’esso in rosso da lunedì. Come preannunciato, infatti, l’ordinanza sarà in vigore da lunedì 8 marzo a domenica 21 marzo.

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ZONA ROSSA IN ROMAGNA DALL’8 AL 21 MARZO Bonaccini e Donini: “Decisione dolorosa, ma doverosaraffa intervenire”

Alle limitazioni presenti in zona arancione scuro, si aggiungono la chiusura di nidi e materne, la didattica a distanza al 100% per tutte le scuole dalle elementari e l’Università, lo stop alle attività commerciali non essenziali.

Da lunedì 8 marzotutti i comuni della Ausl Romagna entrano in zona rossa. Si tratta di quelli delle province di Rimini, Forlì-Cesena e Ravenna, territori già ora in arancione scuro fatta eccezione per il Forlivese, anch’esso in rosso da lunedì.

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BONACCINI HA FIRMATO L’ORDINANZA PER ZONA ROSSA: BOLOGNA E PROVINCIA DI MODENA. SCUOLE CHIUSE

Viene firmata oggi l’ordinanza con cui la Regione, d’intesa con i sindaci e sulla base dei dati forniti dalle Aziende sanitarie, stabilisce l’ingresso in fascia rossa, a partire da domani, 4 marzo, e fino al 21 marzo, di tutti i comuni della Città metropolitana di Bologna e della provincia di Modena e la zona arancione scuro per quelli della provincia di Reggio Emilia.

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EMILIA-ROMAGNA, ZONE ROSSE E ARANCIONE SCURE: ECCO TUTTE LE REGOLE DA TENERE NELLE DAL 4 AL 21 MARZO

Da giovedì 4 marzo, tutti i comuni della Città metropolitana di Bologna e quelli della provincia di Modena entrano in zona rossa. Quelli della provincia di Reggio Emilia in zona arancione scuro.

D’intesa con i sindaci e sulla base dei dati forniti dalle Aziende sanitarie, la Regione approverà domani una ordinanza, in vigore dal 4 a domenica 21 marzo, per fronteggiare la diffusione dei contagi, ripartita molto velocemente a causa di nuove varianti, anche fra giovani e giovanissimi, e proteggere la rete ospedaliera, dove sono in costante aumento i ricoveri sia nei reparti Covid che nelle terapie intensive.

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NESSUNA ZONA “ROSSO SCURO” PER L’EMILIA-ROMAGNA: Covid sotto la soglia dei 500 casi ogni 100mila abitanti indicata dalla Ue

BOLOGNA – “Si sta parlando di un’ipotesi. E comunque, l’Emilia-Romagna, con i dati attuali, non correrebbe certo il rischio di entrare a livello europeo in zona rosso scuro, ammesso che l’ennesima sfumatura cromatica possa essere il miglior modo per contrastare l’epidemia. A oggi, infatti, il numero cumulativo di positivi ogni 100mila abitanti, sia nel corso della settimana tra il 18 e il 24 gennaio, sia nelle due precedenti – cioè tra il 4 e il 17 gennaio – ha fatto registrare cifre più basse della soglia di 500 indicata in questa proposta dell’Unione europea”. 

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ZONA ROSSA, GUIDESI: ADESSO BASTA GOVERNO PRENDA ATTO DEI PROPRI ERRORI E LASCI LAVORARE I LOMBARDI

MILANO – “Il Governo prenda atto degli errori commessi fino ad oggi e faccia tornare subito i Lombardi a lavorare. Roma la deve smettere con questo attacco e questo astio nei confronti del sistema produttivo Lombardo e in generale di tutti i Lombardi”. Lo afferma l’assessore allo Sviluppo economico della Regione Lombardia, Guido Guidesi.

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