MANTOVA – Il FESTIVAL SEGNI ENTRA NELLE SCUOLE con la PREMIAZIONE del CONCORSO COLORA L’ANIMALE

Prima di passare il testimone all’Aquila, animale simbolo della XIII edizione di SEGNI New Generations Festival che si terrà dal 27 ottobre al 4 novembre 2018, la Chiocciola, simbolo del Festival 2017, ha ancora una missione da compiere: premiare i vincitori del Concorso “Colora l’animale” che ha visto più di 5000 partecipanti, reinterpretare l’immagine creata dalla cantante Giorgia per la dodicesima edizione di SEGNI. Lunedì 19 e martedì 20 marzo.

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Scuola infanzia Aporti San martino dell’Argine

Quest’anno il momento della premiazione diventa un vero e proprio tour nelle tre scuole dell’infanzia finaliste: “Aporti” di San Martino dell’Argine che ha creato un vero e proprio “gioco della Chioccola”; il gruppo grandi della Scuola dell’infanzia “G. Gonzagadi Sabbioneta con un gruppo di opere in cui hanno dato nuova vita a svariati materiali; la “Montalcini” di Suzzara con il quadro “#Amicizia #Felicità #Rabbia #Amore #Sorrisi”: una chiocciola che parla di emozioni. Nelle giornate di lunedì 19 e martedì 20 marzo, l’attrice Sara Zoia dell’Associazione Segni d’infanzia, raggiungere questi paesi della provincia mantovana, per condividere con i bambini e le loro insegnanti quello che vuole essere un ulteriore momento di restituzione del lavoro svolto, per ricambiare la creatività e l’impegno dimostrato con il racconto di una storia che, con grande ironia, invita ad andare lenti, godere degli affetti, assaporare i piaceri del quotidiano proprio come insegna la filosofia della chiocciola.

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Scuola infanzia G. Gonzaga Sabbioneta pannello con chiocciole in carta

Per gli artisti dell’opera vincitrice, che sarà svelata nel corso di questa divertente incursione, ci sarà la partecipazione gratuita a uno spettacolo di SEGNI 2018 e, novità della seconda edizione del Concorso, un premio in più che risponde ai bisogni concreti delle scuole, reso possibile grazie a uno sponsor come Coop Alleanza 3.0 che ha scelto di regalare una speciale card spendibile per l’acquisto di materiale didattico.

Individuati anche i finalisti della categoria famiglie che quest’anno ha registrato un aumento di partecipazione del 15% rispetto allo scorso anno: Sofia Barozzi, Edoardo Vivorio, Marta Favalli.

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Scuola infanzia Montalcini Suzzara

Tutti i lavori in concorso sono stati esposti, come le opere dei veri artisti, prima nella mostra temporanea a Palazzo dei Bambini durante le giornate del Festival e poi nella galleria d’arte digitale rappresentata dall’album condiviso sulla pagina facebook di Segni d’infanzia. Proprio sul web è avvenuta la prima selezione a colpi di “like”, processo che ha visto le insegnanti innescare un “tam-tam” mediatico con il coinvolgimento di famiglie e amici per far alzare le preferenze della propria opera in gara. Non un premio alla capacità artistica che, quando si tratta di bambini diventa in qualche modo non giudicabile perché sempre, sotto qualche aspetto interessante e capace di rappresentare un eccellenza, ma piuttosto alla capacità di scuola, famiglia e bambini di riunirsi intorno ad un progetto artistico sollecitando la partecipazione sul web. Anche la giuria è stata scelta per dare risalto al processo e per creare relazione. Il Direttore di un Museo, un maestro elementare e dei futuri operatori del settore si sono confrontati e hanno scelto, esprimendo un pensiero e delle preferenze.

Le prime dieci opere che hanno ottenuto il maggior consenso sul web sono state quindi sottoposte alla giuria composta quest’anno da: Alex Corlazzoli, maestro, giornalista e scrittore; Peter Assman, Direttore del Complesso Museale di Palazzo Ducale e gli studenti della IV BU Del Liceo di Scienze Umane “Isabella d’Este” di Mantova – che forma i futuri maestri – coordinati dalla Prof.ssa di storia dell’arte Francesca Morselli.

Il loro intervento tuttavia ha consentito una valutazione anche in termini di resa artistica e comunicativa, di individuazione dei piani di lettura e di significato più interessanti, restituendo uno sguardo che aumenta il valore al lavoro degli studenti. Ciò a cui si da risalto è anche il pensiero che sta dietro le opere confidando che bambini e adulti si siano confrontati sui concetti espressi dalle opere e che queste siano un’occasione per ribadirne la necessità.

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