COLDIRETTI MANTOVA: BILANCIO 2017 POSITIVO PATRIMONIO NETTO VICINO AI 2 milioni. CARRA: GUARDIAMO AVANTI CON FIDUCIA

Un bilancio 2017 che chiude positivamente, in linea con gli importi dell’anno precedente e un patrimonio netto di quasi due milioni di euro. Sono questi i numeri che i rappresentanti di Coldiretti Mantova, guidata da Paolo Carra, hanno approvato ieri sera nel corso dell’assemblea annuale, che si è tenuta nella sede del Consorzio Virgilio, alla presenza del sindaco di Mantova, Mattia Palazzi, del presidente della Provincia, Beniamino Morselli, dell’assessore all’Agricoltura di Regione Lombardia, Fabio Rolfi.

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Soddisfatti il direttore della federazione provinciale, Erminia Comencini, e il presidente di Coldiretti Mantova, Carra, che ribadisce la propria disponibilità per un nuovo mandato e annuncia che l’assemblea elettiva per il rinnovo delle cariche si terrà entro la fine di luglio.

Sul versante patrimoniale, la prudenza necessaria si mescola alla serenità per proseguire le battaglie sindacali e, dichiara il presidente Carra, “per fornire nuovi servizi agli associati e a tutte le aziende che condividono il progetto di Coldiretti, una realtà che vede 5.464 agricoltori associati in provincia, assistiti da una rete di 12 sedi territoriali”.

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Entro la fine del 2018, inoltre, sarà erogato agli associati il saldo dei contributi straordinari versati volontariamente nel 2009, per fronteggiare all’epoca il disavanzo nei conti, ricorda il direttore Comencini.

L’agricoltura mantovana in questi anni è cresciuta e si è evoluta – esordisce Carra -. Non produciamo commodity e abbiamo dimostrato di aver voglia di crescere. Vogliamo investire e portare ricchezza al nostro territorio. L’agricoltura non delocalizza, ma rappresenta un tessuto economico, produttivo e sociale che è qui e non può essere altrove. Per questo le istituzioni, con le quali dobbiamo costruire un rapporto di fiducia per una crescita ulteriore dell’agricoltura e dell’agroalimentare mantovano, devono confrontarsi per il bene dei cittadini. Perché gli agricoltori, prima di tutto, sono cittadini”.

La volontà di collaborare da parte di Coldiretti Mantova con le istituzioni è massima ed è ampiamente ricambiata. Lo fa il sindaco di Mantova, Mattia Palazzi, che elogia l’attività del Consorzio Virgilio come esempio di come “qualità e quantità non siano concetti in contrapposizione, ma che anzi concorrano insieme alla sicurezza alimentare”.

Il Comune, ribadisce il sindaco, “può fare molto per l’agricoltura e l’agroalimentare, valorizzando l’economia e la cultura del vostro lavoro, che sta cambiando molto rapidamente”.

Possiamo realizzare insieme iniziative comuni per legare sempre di più cultura, territorio, lavoro e agricoltura, che rappresentano la nostra identità dal punto di vista storico, sociale, produttivo e culturale”, prosegue.

L’appello a Coldiretti Mantova si estende anche alla promozione turistica del territorio. “Stiamo costruendo un consorzio pubblico-privato sul turismo, che verrà varato, mi auguro, tra poche settimane – dice Palazzi -. Siamo al termine del lavoro istruttorio. Ho chiesto a Coldiretti di partecipare. Anche perché, associare pacchetti di incoming e di promozione turistica che promuovano il territorio e l’agroalimentare è una vetrina promozionale utile anche alle aziende che voi rappresentate”.

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Mano tesa anche dal presidente della Provincia di Mantova, Beniamino Morselli. “Ha ragione il presidente Carra, le aziende agricole non possono essere delocalizzate – riconosce Morselli -. Proprio per questo, anche se dopo la riforma Delrio la Provincia non ha più competenza in materia agricola, vogliamo condividere con Coldiretti e il sistema agricolo una gestione del territorio che ancora ci coinvolge”. Mea culpa, poi, sul versante burocrazia. “L’agricoltura mantovana ha saputo affermarsi a livello nazionale e internazionale – specifica -. Per questo dobbiamo fare di più per dare le risposte che il settore chiede, con maggiore velocità. Nel processo di internazionalizzazione avete bisogno del supporto nelle infrastrutture. Non dimenticate che il porto di Valdaro può essere fondamentale per la logistica”.

L’assessore all’Agricoltura della Lombardia, Fabio Rolfi, riconosce a Coldiretti “il merito di portare la rappresentanza sindacale fuori dai confini puramente agricoli, per coinvolgere la società. Con voi voglio costruire un percorso di lavoro nell’interesse dei nostri concittadini”.

Sulla riforma della Politica agricola comune, Rolfi non fa sconti: “Qualche giorno fa col presidente Attilio Fontana siamo stati a Bruxelles e abbiamo incontrato il commissario all’Agricoltura, Phil Hogan. Il budget va difeso, non può essere l’agricoltura a pagare il conto della Brexit”.

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Preoccupazione anche per il tentativo di nazionalizzare i Programmi di sviluppo rurale (Psr), “che devono essere invece regionali, per cogliere le peculiarità dei territori”.

L’assessore Rolfi tocca anche il problema della burocrazia. “State tranquilli, riusciremo come nella migliore tradizione lombarda a spendere tutti i fondi dello Sviluppo rurale – rassicura -. Siamo consapevoli che dovremo migliorare i sistemi informatici, per questo chiederò che i tecnici di Lombardia Informatica si confrontino direttamente con voi operatori sui territori, per verificare quali difficoltà incontrano i vostri tecnici e cercare di risolvere le varie difficoltà”.

Sul contrasto alla fauna selvatica l’assessore Rolfi parla di “problema fuori controllo” e annuncia due iniziative. “Regione Lombardia innalzerà i fondi per la lotta alle nutrie da 200mila a 450mila euro – annuncia Rolfi -. Inoltre, il 4 luglio ho convocato enti e istituzioni lombarde coinvolte dal problema dei roditori, perché voglio fare un accordo per un piano di contenimento regionale e spendere al meglio le risorse disponibili. Al ministro Centinaio ribadirò quello che anche il mio predecessore Fava aveva cercato di fare intelligentemente con Martina, chiedendo di utilizzare i fondi pari a un milione di euro, vincolati sul capitolo di bilancio sul randagismo. Oggi la nutria è un’emergenza seria e va contrastata con misure eccezionali”.

Regione Lombardia sarà in prima fila anche per la lotta alle fake news alimentari. “Il tema dell’educazione alimentare non potrà essere slegato dalla produzione agricola, perché mangiare è un atto agricolo – ricorda Rolfi, citando il famoso libro di Wendell Berry -. Dobbiamo insieme educare i giovani a mangiare correttamente, coinvolgendo anche le mense e prevedendo forniture di prodotti locali. In questo modo favoriremmo sia l’economia del territorio che il consumo in base alla stagionalità. È una battaglia di tipo culturale”.

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