L’Amministrazione Comunale di Curtatone, questa mattina, sabato 12 gennaio, ha intitolato la sala del centro culturale Pognani di Montanara, al patriota curtatonese Francesco Siliprandi.

da dx – il sindaco di Marcaria Carlo Alberto Malatesta, il sindaco di Curtatone Carlo Bottani, Silvana Luppi e Nanni Rossi
La saletta d’ora in avanti avrà all’ingresso una targa che è stata scoperta dal Sindaco di Curtatone Carlo Bottani, assieme al collega primo cittadino di Marcaria, dove Siliprandi si trasferì e morì, Carlo Alberto Malatesta.
Erano presenti anche Silvana Luppi, responsabile dell’Università del tempo libero che ha sede proprio al Pognani, Nanni Rossi e il vice sindaco di Curtatone Federico Longhi. Dopo il saluto dei due sindaci, è stata delineata la figura storica di Siliprandi, da parte di Silvana Luppi.

Francesco Siliprandi è nato in una famiglia di possidenti terrieri di Curtatone e fu arrestato una prima volta nel 1847 per aver partecipato a dimostrazioni di piazza anti austriache. Nel 1848 partecipò all a rivoluzione di febbraio a Parigi e combatté nello stesso anno con i volontari lombardi della Legione Manara.
Siliprandi fu tra i venti partecipanti alla riunione del 2 novembre 1850, costitutiva del comitato rivoluzionario di Mantova stroncato dal Martirio di Belfiore. Riuscì a sfuggire e fu condannato in contumacia.
Nel 1858, dopo che negli anni aveva venduto i terreni familiari, acquistò un fondo agricolo a Casatico ma già nel 1859 si arruolò come furiere nel corpo dei Cacciatori delle alpi; promosso capitano concluse l’esperienza militare nel 1870. I primi scritti dai quali si evince l’evoluzione politica di Siliprandi furono pubblicati sulla “Favilla”, il giornale fondato nel 1866 da Paride Suzzara Verdi ex compagno della congiura di Belfiore. Fondò e diresse anche il giornale socialista mantovano “Il Lavoratore”. Promosse tra i contadini le organizzazioni di resistenza e tra i lavoratori le società operaie. Nell’ottobre 1876 fu tra i fondatori dell’Associazione Generale dei lavoratori di Città e di Campagna che in Provincia di Mantova raccolse 1982 aderenti, dei quali 1666 braccianti. Ormai settantenne fu protagonista de La Boje il moto contadino che nel periodoo 1884 -1886 sconvolse le campagne mantovane e venete e si concluse con il celebre processo di Venezia (1886) dove anche Siliprandi era imputato. Fu assolto con formula piena ma comunque dopo un anno di carcere preventivo. Morì a Casatico di Marcaria il 3 gennao 1892.