GAZZETTA DI MANTOVA: CHIUDE IL CENTRO STAMPA MANTOVANO

MANTOVA – Un pezzo di storia dell’informazione mantovana e nazionale, vale a dire il centro stampa Gedi Printing, ex Citem, segna il passo e chiude i battenti.

Da fine gennaio 2021, infatti, è stato annunciato dai vertici aziendali, nel corso della riunione sindacale svolta nella giornata di lunedì 23 novembre, lo stop alla produzione delle varie testate dei quotidiani locali del gruppo Finegil e di Repubblica.

In definitiva la stampa di quotidiani quali: La Gazzetta di Mantova, La Nuova Ferrara, La Gazzetta di Modena, La Gazzetta di Reggio, La Libertà di Piacenza più numerosi inserti anche de La Repubblica e Milano Finanza saranno dirottati in altri centri stampa del gruppo torinese.

Da quanto è emerso durante il faccia a faccia il quotidiano mantovano, che in questi ultimi anni aveva festeggiato il dato di essere la testata più antica a livello nazionale e del mondo, la sua prima uscita infatti è datata 1664, verrà stampato a Milano mentre le altre saranno dirottate a Bologna.

Purtroppo a seguito di questa decisione che è figlia di una linea di pensiero che in casa Agnelli, famiglia proprietaria del Gruppo Gedi, gruppo editoriale che comprende oltre a La Repubblica testate di prestigio nazionale quali La Stampa e Il Secolo XIX, si è tradotta in: “Più web e meno carta”. Lo scenario illustrato nel corso del confronto tra le parti ha evidenziato tra le altre cose la volontà della direzione Gedi Printing di spostare i dipendenti di Mantova in altri centri e tra questi Torino, Bologna, e Padova, anche se quest’ultima sembra destinata a subire la medesima sorte, ma fra due anni.

Un duro colpo per un tessuto socioeconomico, quello virgiliano, che considerava a pieno titolo tale realtà produttiva una sorta di fiore all’occhiello in quanto disponeva di tre macchine da stampa che potevano garantire la tiratura di 40mila copie all’ora.

Gl’impianti mantovani riuscivano a soddisfare una mercato di primo piano non solo per la qualità del prodotto finito, ma anche per la posizione geografica dello stabilimento che consentiva di servire moltissimi territori del nord e del centro Italia.

Purtroppo unico neo di questa realtà, neo che ha fatto pendere la bilancia proprio nella direzione annunciata, è il fatto che nella tecnica di stampa adottata l’utilizzo delle lastre innalzava i costi di produzione in termini notevoli e soprattutto incompatibili con la volontà dell’azienda di contenerli per restare al passo con i competitors.

Ora ovviamente inizierà la fase delle trattative sindacali per riuscire ad evitare ai 23 dipendenti del centro stampa di Mantova il dramma della perdita del posto di lavoro.

I tempi tecnici sono stretti visto che le serrande verranno abbassate entro fine gennaio, ma nulla andrà lasciato di intentato per ridurre il più possibile l’impatto umano e sociale di questa decisione.

pb

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