GIORNATA DELL’ECONOMIA 2022: CCIAA MANTOVA HA PRESENTATO IL RAPPORTO ECONOMICO 2021

Carlo Zanetti

Si è tenuta oggi, su piattaforma virtuale, la “Giornata dell’Economia 2022”, tradizionale appuntamento durante il quale viene presentato il Rapporto Economico Provinciale, a cura del Servizio Informazione e Promozione Economica della Camera di commercio.

Il Commissario Straordinario della Camera di Commercio di Mantova, Carlo Zanetti, durante il suo saluto introduttivo ha sottolineato come “la Giornata dell’Economia è l’occasione per fare il punto sul 2021, un anno che ha complessivamente visto una ripresa dell’economia superiore alle attese, con un recupero dei livelli pre-pandemici”, con una riflessione sui primi mesi del 2022, purtroppo segnati da un nuovo rallentamento dovuto principalmente alla crisi energetica e alla difficoltà di approvvigionamento dei materiali, senza dimenticare lo scoppio della guerra tra Federazione russa e Ucraina che ha portato quindi “un clima di instabilità in una situazione già di per sé fragile a causa della pandemia che ha coinvolto tutto il mondo nel 2020”.

Marco Zanini

È seguito poi l’intervento del Segretario Generale, Marco Zanini, con la presentazione del Rapporto Economico Provinciale, nella sua veste ricca di elementi grafici e infografiche accompagnano il lettore alla scoperta dei principali risultati economici del territorio mantovano nel corso del 2021.

Il 2021 è stato caratterizzato da un forte rimbalzo del Pil italiano, cresciuto in media d’anno del +6,6%, andando quasi pienamente a recuperare i livelli pre-pandemia, con un rallentamento sul finire dell’anno a causa della ripresa dei contagi per la nuova variante Omicron e per le difficoltà di approvvigionamento delle materie prime e degli aumenti dei prezzi dell’energia. A complicare il quadro e le prospettive si è aggiunta nei primi mesi del 2022 il forte clima di instabilità geopolitica per lo scoppio della guerra, che ha portato a una revisione al ribasso delle stime per il prossimo biennio, con un +2,8% stimato nel 2022 e un +1,9% nel 2023.

Sul fronte mantovano, prosegue la contrazione dello stock delle imprese mantovane, attestandosi a 37.992 unità, parzialmente dovuto anche alla cancellazione d’ufficio di un considerevole numero di imprese che va quindi a impattare sull’analisi della natimortalità. Al netto delle cancellazioni d’ufficio, il tasso di crescita risulta pari a +0,2%, inferiore rispetto sia al dato regionale sia a quello nazionale.

A risentire maggiormente di questo calo è il mondo dell’artigianato, come testimoniato dal continuo decremento del numero di aziende, cui però fa fronte un aumento delle forme organizzative più strutturate, quali le società di capitali, pur rimanendo la ditta individuale la forma più diffusa.

Il 2021 risulta caratterizzato da una forte ripresa per la manifattura mantovana, con una produzione industriale media annua in crescita del +13,1% rispetto al 2020, accompagnata da un aumento anche di tutti gli altri indicatori: fatturato, ordini interni e ordini esteri.

Stesso discorso vale per l’artigianato con la produzione media annua pari al +10%, accompagnata da una crescita di tutti gli altri indicatori. Il comparto della grande distribuzione mostra alcuni segni di ripresa, con una media annua relativa al volume d’affari positiva, ma ancora negativa per quanto riguarda gli ordinativi. In ripresa anche il volume d’affari medio del 2021 relativo al settore dei servizi.

Va sottolineato come tutti questi indicatori siano influenzati dal confronto con lo stesso periodo del 2020, segnato dagli effetti della pandemia da Covid-19, ma i segni di ripresa emergono anche da un confronto con il 2019.

Sul fronte del mercato del lavoro, la disoccupazione nella provincia di Mantova mostra una sostanziale stabilità con un valore pari al 4,6%. Anche il tasso di occupazione rispetto allo scorso anno è rimasto stabile, grazie a un bilanciamento delle due componenti, pari al 65,9%.

Anche dal punto di vista degli scambi commerciali emergono segnali di ripresa per tutto il corso del 2021. L’anno termina con una crescita per le esportazioni e delle importazioni mantovane rispettivamente del +27,4 e del +49,5%, rispetto allo stesso periodo del 2020. Il saldo commerciale si conferma positivo, con un valore di quasi 1.432,3 MLN di euro.

Nel 2019, la provincia di Mantova, con una cifra pari a quasi di 12.000 milioni di euro, ha contribuito per il 3,4% alla creazione del valore aggiunto regionale, con un aumento del +1,2% rispetto al 2018. La disaggregazione della quota di valore aggiunto per i vari settori economici, vede una predominanza del comparto degli altri servizi che costituisce il 41,4% della ricchezza mantovana, percentuale che sale al 59,3% aggiungendo anche il commercio. L’industria in senso stretto pesa per il 31,1%, mentre le costruzioni costituiscono il 4,1% del totale del valore aggiunto. Segue, infine, la quota data dall’agricoltura (5,6%) che risulta superiore non solo al dato della Lombardia e a quello dell’Italia, ma anche a quello di tutte le province della Regione. Considerando il dato preconsuntivo, nel 2020 rispetto al 2019, il valore aggiunto procapite segna una diminuzione, pari al -9,2%, per un ammontare complessivo di 26.894,36 euro.

La provincia di Mantova si conferma anche nel 2021 uno dei territori più importanti a livello italiano per quanto riguarda la trasformazione agroalimentare, le cui filiere principali, a valore del fatturato, sono la macellazione di carne suinicola, la macellazione di carne bovina e il sistema lattiero-caseario.

Come sottolineato dal Segretario Generale “le prospettive per il 2022 rimangono incerte alla luce del rincaro dei prezzi delle materie prime che riguarda tutte le tipologie di prodotto e di quelli che saranno gli effetti a lungo termine delle sanzioni applicate alla Russia e di eventuali ulteriori misure che si dovessero rendere necessarie. Occorre però ricordare che grazie ai fondi del PNRR si prevede un grande impulso agli investimenti in settori quali la digitalizzazione e l’innovazione, fondamentali in un momento in cui occorre essere sempre più competitivi sul mercato in termini di offerta, ma anche di competenze”.

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