Censimento Agricoltura, Confai Lombardia analizza i primi dati: giù gli imprenditori sotto i 44 anni e scarsa attenzione al contoterzismo professionale

“I primi dati diffusi dall’Istat nell’ambito del 7° Censimento dell’Agricoltura evidenziano in maniera preoccupante alcuni elementi che meritano qualche riflessione: i giovani e le attività connesse”.

Sono questi due punti sui quali Leonardo Bolis, presidente di Confai Lombardia, la prima realtà regionale per numeri di contoterzisti professionali rappresentati, invita a ragionare.

“Nel giro di dieci anni l’agricoltura non solo ha vissuto un fenomeno di contrazione di imprese, che può essere considerato fisiologico – commenta Bolis -. Molto più seria è la diminuzione di imprese guidate da soggetti di età compresa fra i 30 e i 44 anni, che fra il 2010 e il 2020 perdono il 4,2 per cento. Il dato non lascia tranquilli, perché significa un rallentamento del ricambio generazionale, che anche come imprese agromeccaniche stiamo purtroppo vivendo”.

L’altro punto sul quale Confai Lombardia riflette è legato alle cosiddette attività connesse. Il dato registrato dal Censimento dell’Agricoltura mette in luce un decremento addirittura del 49% delle “attività agricole e non agricole per conto terzi utilizzando mezzi di produzione dell’azienda”, come recita la voce di indagine.

“Il fenomeno in contrazione appare eccessivo e non ci sembra sufficientemente specificata la voce di indagine – valuta Sandro Cappellini, coordinatore regionale di Confai Lombardia -. Resta il fatto di una scarsa lungimiranza delle politiche agricole, che da un lato non controllano fenomeni di elusione o di vera e propria evasione da parte di imprese agricole che escono dai confini legittimamente consentiti dall’attività connessa, beneficiando peraltro di agevolazioni connesse inspiegabilmente in via esclusiva alle sole aziende agricole, e dall’altro non sostengono il fenomeno del contoterzismo professionale, che permetterebbe di ampliare la platea delle imprese agricole in grado di sfruttare al meglio le conoscenze legate all’agricoltura digitale e ai big data”.

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