VM Motori di Cento, prosegue in Regione il confronto: sindacati e azienda pronti a valutare il piano industriale realizzato da Stellantis

Per la VM Motori di Cento (Fe) si apre un percorso condiviso: disponibilità di azienda e organizzazioni sindacali, a valutare, nell’autonomia di ciascuno, l’applicazione del piano industriale messo in campo da Stellantis.

È questo quanto emerso dal vertice in Regione convocato, questa mattina a Bologna, dall’assessore regionale allo Sviluppo economico e Lavoro, Vincenzo Colla, sulle sorti dell’azienda del ferrarese. Tavolo che ha visto la partecipazione dei rappresentanti Stellantis, della Provincia di Ferrara, del sindaco di Cento, Edoardo Accorsi, dei rappresentanti sindacali di Cgil Cisl Uil, Fiom, Fim, Uilm, Ugl (nazionali regionali e provinciali) Fismic e Aqcfr.

“Questo tavolo apre una nuova discussione tra le parti, nella correttezza di relazioni, per valutare il percorso nell’autonomia di ciascuno. Bene- ha commentato l’assessore Vincenzo Colla insieme al sindaco Accorsi al termine dell’incontro- la disponibilità a seguire e monitorare gli investimenti e l’impatto sociale. Il polo VM di Cento è un asset strategico del nostro territorio, resta forte la preoccupazione per la tenuta occupazionale e per l’indotto, quindi per la tenuta sociale di un’area già debole. Per noi il piano industriale deve rappresentare una reindustrializzazione innovativa di processo e di prodotto”.

Inoltre, hanno aggiunto le Istituzioni, “siamo attenti al confronto di Stellantis al Ministero dello Sviluppo economico. Vogliamo restare dentro quella discussione di strategia complessiva, pronti a relazionarci col nuovo Governo per riconvocare il Mise anche al nostro Tavolo, data l’importanza della vertenza per il futuro del territorio”. 

La VM Motori di Cento
La VM, storica azienda centese (fondata nel dopoguerra da Vancini e Martelli per realizzare motori diesel per il settore agricolo), è specializzata nella produzione di motori diesel nell’automotive, nella trattoristica e per i mezzi marini e coinvolge un consistente indotto qualificato di imprese dei territori a cavallo tra le province di Ferrara, Bologna e Modena.
Negli ultimi anni è passata da 1200 dipendenti a poco meno di 800.

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