ROSSANA CASALE + LINDA MAY HAN OH in concerto al Teatro Verdi per il PADOVA JAZZ FESTIVAL

Giovedì 17 novembre, con inizio alle ore 20:30, la seconda delle tre serate del Padova Jazz Festival alTeatro Verdi proporrà un abbinamento di jazz al femminile ricco di seducenti contrasti.

Giovane e in inarrestabile ascesa sulla scena internazionale è la bassista Linda May Han Oh, protagonista del primo set della serata assieme a Matthew Stevens (chitarra), Greg Ward (sax) e Ziv Ravitz (batteria).

È invece di lunga data l’intramontabile successo della cantante Rossana Casale, che proporrà il suo nuovo progetto musicale “Joni”, dedicato a Joni Mitchell e pubblicato su disco appena pochi giorni fa, il 7 novembre, in coincidenza con il 79° compleanno della Mitchell.

Con “Joni” la Casale dimostra una volta di più la sua incredibile sensibilità nel connettere il pop più sofisticato con il jazz. Con lei ci saranno Francesco Consaga (sax soprano, flauto traverso), Gino Cardamone (chitarra), Emiliano Begni (pianoforte) ed Ermanno Dodaro (contrabbasso).

Beniamina del pubblico italiano per la sua lunga e felice carriera di cantante pop, Rossana Casale è da molti anni una habitué anche dei palcoscenici jazz.

Nata a New York da padre americano e madre italiana, dopo i primi passi nel mondo del pop d’alto profilo come corista (per Edoardo Bennato, Riccardo Cocciante, Mina, Al Bano e Romina Power…), nel 1982 pubblica il suo primo singolo, Didin, scritto assieme ad Alberto Fortis. È invece del 1984 il suo 33 giri d’esordio, Rossana Casale, prodotto dalla PFM. Intanto ha partecipato al film di Pupi Avati Una gita scolastica, come attrice ma anche contribuendo alla colonna sonora.

Nel giro di pochi anni la Casale è diventata una presenza di rilievo nel pop nazionale, ma dissemina sin da subito la sua carriera con tracce che ne rivelano la passione per il jazz: dall’impronta melodica già riconoscibile nel primo album alle sonorità etniche e jazzistiche dell’album Lo stato naturale (1991).

La sua attività discografica manifesterà poi sempre più chiaramente questo suo interesse, a partire da Jazz in me, disco del 1994 incentrato sugli standard americani degli anni Quaranta e Cinquanta. Seguiranno Strani frutti (2000), dedicato alle interpreti femminili maudit del Ventesimo secolo, Billie Holiday in me (2004), esplicito omaggio sin dal titolo, Merry Christmas in Jazz (2009): progetti che avranno anche un’intensa vita sui palcoscenici. Anche gli omaggi dedicati a Jacques Brel (1999) e Giorgio Gaber (2014) saranno caratterizzati da una forte impronta jazzistica.

Il 2022 è stato un anno assai creativo per la Casale: iniziato con la pubblicazione dell’album Trialogo (Cantautrici), che documenta la sua collaborazione con le colleghe Grazia Di Michele e Mariella Nava, si chiude con l’uscita del disco Joni, omaggio in chiave jazz a Joni Mitchell, stella assoluta del cantautorato americano.

“Joni Mitchell è stata la mia prima guida, il mio primissimo ascolto, insieme ai dischi di jazz di mio padre” ricorda la Casale. “Mi chiudevo in salotto e mettevo i suoi album, soprattutto Blue, e mi lasciavo trasportare dalle parole dei suoi incredibili testi. Con “Woodstock”, suonato solo sui tasti neri del piano, a sedici anni ho passato l’ammissione di canto al Conservatorio di Milano. Da lei, per tutta la prima parte della mia carriera, ho tratto ispirazione per le mie scelte armoniche nella composizione. In questo album ho rispettato la sua scrittura nello svolgimento di ogni brano per poi usare il jazz per prendere il volo”.

Nata in Malesia da genitori cinesi, Linda May Han Oh è cresciuta in Australia. Per chiudere il cerchio geografico, da una quindicina d’anni è di base negli States, dove si è inserita nella scena jazz che più conta.

Ma ripartiamo dall’Australia. Linda arriva al basso elettrico in piena adolescenza, dopo avere appreso il pianoforte e il fagotto. Il jazz fa già parte della sua dieta musicale, assieme al rock.

Prima ancora che il grande pubblico si accorgesse della sua sensazionale musicalità, l’ambiente jazzistico l’aveva già ben valutata: nel 2008 ha ricevuto il premio della ASCAP per giovani compositori jazz, nel 2009 una menzione d’onore alla Thelonious Monk Bass Competition, nel 2010 il Bell Award come giovane artista australiana dell’anno ma anche il primo posto come stella nascente del contrabbasso nel referendum dei critici di DownBeat. Nel frattempo aveva completato il suo percorso formativo, alla Manhattan School of Music, ed era pronta per ‘andare al lavoro’.

Nel 2009, con Entry, debutta come leader su disco (in compagnia di Obed Calvaire e Ambrose Akinmusire: giovani promesse tutte pronte a esplodere sulla scena internazionale). Da allora, oltre a portare avanti le sue formazioni, è diventata una delle prime scelte nella comunità jazzistica newyorkese: l’hanno voluta nei propri gruppi Joe Lovano, Steve Wilson, Vijay Iyer, Dave Douglas, Kenny Barron, Geri Allen, Terri Lyne Carrington. Ma il trampolino definitivo gliel’ha offerto Pat Metheny, che l’ha voluta come bassista per il suo quartetto.

Nelle ultime stagioni di jazz pre-pandemia, Linda è stata eletta bassista dell’anno (nel 2018 e 2019) e artista emergente dell’anno (2019) dalla Jazz Journalists Association. Nel 2019 ha inoltre pubblicato il suo quinto disco da leader, Aventurine, opera ambiziosa (per quartetto jazz più quartetto d’archi) e perfettamente compiuta.

Il Padova Jazz Festival è organizzato dall’Associazione Culturale Miles presieduta da Gabriella Piccolo Casiraghi, con il contributo dell’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Padova e il sostegno del Ministero della Cultura.

Informazioni: Associazione Culturale Miles Via Montecchia 22 A, 35030 Selvazzano (PD)

Tel.: 347 7580904 | e-mail: info@padovajazz.com | web: www.padovajazz.com

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