Import-Export al III trimestre 2022: MANTOVA DATI POSITIVI, MA FANALINO DI CODA IN LOMBARDIA

I dati al III trimestre del 2022 mostrano ancora valori positivi sul fronte degli scambi internazionali, anche se complessivamente in rallentamento e fortemente condizionati dai rialzi dei prezzi diffusi a quasi tutti i settori merceologici.

Dai dati di fonte Istat, elaborati dal Servizio Informazione e Promozione Economicac della Camera di Commercio e dal Centro Studi di Confindustria Mantova, con la collaborazione del Consorzio Mantova Export, emerge per le esportazioni mantovane un aumento del +13,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, per un ammontare pari a 6,6 MLD di euro. Variazione consistente per le importazioni (+50,4%), con un valore di 6,8 MLD di euro, portando per la prima volta da tantissimi anni il saldo commerciale in territorio negativo, con un valore di -226 MLN di euro.

Le esportazioni in Lombardia e in Italia vedono anch’esse segno più, con variazioni più importanti, pari rispettivamente al +20,5% e al +21,2%. Nel panorama regionale tutte le province lombarde mostrano segno positivo; Mantova si colloca in ultima posizione, preceduta da Como e Bergamo, mentre ai vertici della classifica troviamo Lodi, Milano e Lecco.

Considerando i principali comparti esportatori, si segnalano valori positivi per tutte le tipologie di prodotto, con la sola eccezione dei mezzi di trasporto (-20,3%). Le performance migliori riguardano i prodotti in metallo (+27,7%), le sostanze e i prodotti chimici (+26,5%), gli articoli di abbigliamento (+29,7%) e i prodotti in legno e carta (+30,7%). Segno più emerge anche per i macchinari (+10,6%), i prodotti alimentari (+9,6%), gli articoli in gomma e materie plastiche (+5,4%), gli apparecchi elettrici (+15%), gli articoli in pelle (+8,2%) e i prodotti tessili (+11,6%).

Anche sul fronte delle importazioni emergono variazioni positive per la totalità dei prodotti. Le performance migliori riguardano i prodotti in metallo (+66,3%), le sostanze e prodotti chimici (+43,7%), i macchinari (+69,3%), i prodotti dell’agricoltura (+67,7%), gli articoli di abbigliamento (+41,9%), i prodotti in legno e carta (+42,5%) e gli apparecchi elettrici (+34%). Segno più emerge anche per i mezzi di trasporto (+8,7%), i prodotti alimentari (+23,8%), gli articoli in gomma e materie plastiche (+9,3%), i prodotti tessili (+33%) e gli articoli in pelle (+5,4%). Da segnalare infine valori elevati per i prodotti petroliferi e gli apparecchi elettronici e ottici.

L’analisi dell’andamento delle esportazioni della provincia di Mantova per paesi di sbocco evidenzia una generale ripresa verso i principali partners europei: Germania (+11,7%), Francia (+8,1%), Spagna (+13,9%), Polonia (+5%), Regno Unito (+7,1%), Belgio (+23,6%), Austria (+11,4%), Paesi Bassi (+29,9%), Ungheria (+23,5%) e Repubblica Ceca (+23%), Svizzera (+11,4%). Aumenti si hanno anche per Stati Uniti (+31,5%). Contrazioni emergono, al contrario, per Turchia (-6,2%), Romania (-7,1%) e Cina (-26,7%).

Anche le importazioni vedono complessivamente una ripresa: Arabia Saudita (+48,7%), Germania (+34,4%), Francia (+14,4%), Regno Unito (+50,2%), Turchia (+23%), India (+5%), Vietnam (+43,7%), Indonesia (+7,3%), Spagna (+18,7%), Corea del Sud (+48,3%), Belgio (+24,2%) e Ungheria (+645,5%). Da sottolineare anche una crescita delle importazioni anche da Cina, Paesi Bassi, Giappone e Russia. Segnali negativi emergono invece dalla Slovenia, dalla Finlandia e dall’Egitto.  

Secondo il Commissario Straordinario della Camera di Commercio, Carlo Zanetti, “i dati di questi primi nove mesi dell’anno confermano i segnali già visti nella precedente analisi, con un rallentamento degli scambi internazionali pur mantenendosi in territorio positivo. A pesare su questa performance sono da un lato gli effetti dell’inflazione che condiziona la dinamica dei prezzi e dall’altro le pressioni provenienti dal clima geopolitico internazionale. Quello che emerge è un consistente aumento delle importazioni causando per la prima volta dopo tantissimi anni un deficit commerciale della nostra provincia.

Difficile capire cosa avverrà nei prossimi mesi dato il clima di profonda incertezza dovuto alla situazione geopolitica internazionale e alla crisi energetica. I mesi estivi hanno visto crescite ininterrotte dei prezzi energetici, poi ridimensionate nei successivi mesi, ma ancora su livelli elevati rispetto alle quotazioni delle precedenti annualità. Problematiche di questo tipo saranno sempre più frequenti ed è necessario quindi insistere sulla produzione di energia da fonti rinnovabili. Continuare a ritardare su queste tematiche può pesare sulla competitività del sistema produttivo italiano”.

Per il Presidente di Confindustria Mantova Edgardo Bianchi “l’export offre informazioni altalenanti. Il secondo trimestre è stato positivo, ma il terzo segnala elementi di debolezza e di rallentamento. Si osservano ampie differenze tra settori e paesi di destinazione: in robusta espansione il legno e carta, in risalita l’abbigliamento, più deboli i mezzi di trasporto. Fanno da traino le vendite negli USA e nell’Area EU, fiacche quelle in Turchia e soprattutto in Cina. Si consolidano i segnali negativi provenienti dagli ordini manifatturieri esteri per il prossimo trimestre, per la debolezza della domanda globale e l’incertezza geopolitica. Indicazioni negative per il quarto trimestre vengono dal PMI ordini esteri (il Purchasing Managers Index, principale indicatore economico mondiale) e dall’indice di movimentazione portuale dei container, così come pesano il rialzo dei costi e le spese energetiche”.

Alessandro Dotti, direttore del Consorzio Mantova Export, aggiunge che “per la prima volta da oltre trent’anni, la provincia di Mantova vede un saldo negativo fra import ed export; se si analizzano i dati, si può notare come, rispetto al medesimo periodo del 2021, il valore delle importazioni dei prodotti in metallo e della metallurgia dall’Asia sia quasi raddoppiato, così come sono raddoppiate in valore le importazioni di prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio, sia dall’Asia che dal Medio Oriente. È evidente che l’impennata dei prezzi delle materie prime, dei prodotti energetici e la contemporanea impossibilità per le imprese di scaricare tutti gli aumenti sui propri listini prezzi, hanno avuto un peso fondamentale in tutto questo, senza trascurare l’impatto che le sanzioni UE nei confronti di Russia e Bielorussia hanno avuto in alcuni settori. Tuttavia, nonostante tutto, le esportazioni mantovane sono cresciute e, negli ultimi mesi, qualche segnale in controtendenza ha iniziato a manifestarsi, come il deciso calo dei noli marittimi, arrivati a livelli insostenibili nel corso del 2021 e dei primi mesi del 2022. Sono tempi incerti quelli che viviamo, ma le aziende italiane e mantovane in particolare stanno mostrando una forte capacità di adattamento e, per usare un termine tanto di moda quanto abusato, di “resilienza”.

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