Sviluppo sostenibile e territorio. La Regione Emilia-Romagna presenta le ATUSS – a Modena il primo accordo

La transizione ecologica e digitale accelera nelle città. Per trasformarle, renderle più vivibili, aperte, inclusive e sostenibili, per uno sviluppo urbano che promuova il lavoro di qualità e il rispetto dell’ambiente in Emilia-Romagna.

La Giunta regionale, nell’ambito della programmazione dei fondi europei 2021-2027, ha previsto il finanziamento di strategie territoriali integrate per il raggiungimento degli obiettivi del Patto per il Lavoro e per il Clima e dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, con il coinvolgimento diretto degli Enti locali e delle comunità. Alle strategie rivolte alle città e ai sistemi urbani intermedi ha dato il nome di A.T.U.S.S. (Agenda Trasformativa Urbana per lo Sviluppo Sostenibile), nella consapevolezza che solo un approccio multisettoriale e una programmazione condivisa con le comunità locali può raggiungere obiettivi così ambiziosi di transizione ecologica e trasformazione digitale.

La prima a essere presentata è quella con il Comune di Modena, dal titolo “Modena 2050, il futuro è adesso”, venerdì 7 aprile nella città della Ghirlandina: 5 i progetti candidati dalla realtà modenese, per un investimento complessivo superiore ai 20 milioni di euro (vedi allegato), a cui si aggiunge il progetto per la realizzazione del nuovo ponte dell’Uccellino, che sarà presentato nei prossimi giorni assieme ai Comuni di Modena e Soliera e alla Provincia di Modena. 

L’illustrazione dell’intesa proprio nelle sale dell’ex Ospedale Estense, che anche grazie a queste risorse il Comune trasformerà in uno spazio culturale, alla presenza del sindaco Gian Carlo Muzzarelli e del presidente della Regione, Stefano Bonaccini.

“Quello di oggi- ha affermato Bonaccini – è il primo di una serie di incontri che coinvolgeranno le nostre comunità, perché l’obiettivo di realizzare una trasformazione degli spazi urbani nel nome della vivibilità e della sostenibilità lo si raggiunge solo se Enti locali e Regione lavorano bene insieme, come siamo abituati a fare in Emilia-Romagna. È l’obiettivo delle Atuss, un nuovo modello di intervento che abbiamo definito per una programmazione condivisa e partecipata. Sono infatti necessari progetti condivisi, con il concreto coinvolgimento della collettività, per investire al meglio i diversi fondi europei”.  

  • Le ATUSS regionali

Le ATUSS coinvolgono le città e i sistemi territoriali urbani e intermedi, comprese le Unioni di Comuni con popolazione superiore ai 50mila abitanti e in possesso di determinati requisiti. Tra questi, nel caso delle Unioni di comuni, una sufficiente grado di maturità istituzionale e gestione associata delle funzioni più strettamente connesse all’elaborazione e attuazione di programmazioni strategiche. In tutto, le ATUSS sono 14: Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Ferrara, Forlì, Ravenna, Rimini, Cesena (con Mercato Saraceno, Montiano e Sarsina), Nuovo Circondario Imolese, Unione Terre d’Argine, Unione Bassa Romagna, Unione Romagna Faentina.

Ad esse si affiancano, con strategie diverse perché diverse sono le aree e le esigenze, le Strategie Territoriali Integrate per le Aree Montane e Interne (STAMI), che invece coinvolgono le aree e i territori più fragili e periferici dell’Emilia-Romagna, cioè gli Appennini e il Basso Ferrarese. Obiettivo di queste ultime è contrastare i divari territoriali, garantendo ovunque opportunità e servizi di prossimità, valorizzando identità e potenzialità dei singoli territori e dei singoli luoghi per attivare nuovi processi di sviluppo. Anche per le STAMI è previsto un percorso di investimenti, con un’assistenza tecnica dedicata che in queste realtà può rivelarsi decisiva.  

  • I fondi a disposizione

Una delle peculiarità delle strategie ATUSS è la possibilità di programmare in modo diretto e integrato i fondi strutturali europei, a partire da FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) e  FSE+ (Fondo Sociale Europeo Plus). Risorse da coordinare e ottimizzare anche per massimizzare gli effetti degli investimenti del PNRR.

Complessivamente, si tratta di 109,3 milioni di euro: 99,3 milioni del FESR e 10 milioni del FSE+. Nelle loro strategie, Comuni e Unioni hanno presentato 108 proposte: 14 riguardano le comunità digitali, 23 le infrastrutture verdi e l’energia rinnovabile, 53 la rigenerazione urbana, il cicloturismo, la cultura, 18 l’inclusione sociale e l’orientamento dei giovani.

Le prime strategie ad essere approvate dalla Regione sono state quelle di Modena – presentata appunto oggi -, poi Rimini, Nuovo Circondario Imolese e Unione Terre d’Argine, che saranno illustrate in un ciclo di incontri sul territorio (la prossima presentazione è prevista a Carpi il 26 aprile).

L’Agenda trasformativa urbana per lo sviluppo sostenibile “Modena 2050, il futuro è adesso”

Parole chiave della strategia presentata dal Comune di Modena sono: Rigenerazione urbana – Mobilità sostenibile – Mitigazione – Cultura – Formazione – Giovani – Attrattività – Digitale – Welfare – Inclusione sociale e lotta alle povertà.

La visione dell’ATUSS modenese si articola in sei obiettivi generali:

  1. completare i grandi interventi di rigenerazione urbana coerenti e anticipatori delle strategie del PUG, al fine di offrire una città più attrattiva sia per i cittadini, sia per i turisti;
  2. valorizzare la cultura sia come leva di sviluppo economico e territoriale, sia come strumento di partecipazione e di inclusione sociale dei cittadini, con particolare attenzione ai giovani;
  3. sostenere il tessuto economico locale, creando le infrastrutture per la formazione qualificata dei giovani e delle donne, sostenendo le imprese del territorio e le loro esigenze in termini di risorse umane, attirando nuovi talenti e incoraggiando la permanenza dei giovani sul territorio;
  4. fare della transizione ecologica verso la neutralità climatica e della sostenibilità il filo con-duttore di tutte le politiche urbane;
  5. sostenere la transizione digitale e contribuire alla creazione delle comunità digitali regionali;
  6. fare di Modena una città sempre più inclusiva e coesa sul piano sociale.

I progetti candidati per dare attuazione alla strategia sono 5, per un valore complessivo di 20,6 milioni di euro di cui circa 14 di finanziamento regionale. Il primo riguarda la riqualificazione dell’ex Ospedale Estense per l’ampliamento e la razionalizzazione degli ambienti del Museo Civico e della Biblioteca Poletti, con nuovi percorsi espositivi e sale per la lettura e la didattica. Intervento che si pone diversi obiettivi, tra cui quelli di accrescere il turismo culturale sostenibile e creare nuova occupazione.
C’è poi il potenziamento delle attività per la facilitazione digitale a cura del Laboratorio Aperto, un luogo di innovazione e scambio di conoscenze aperto ai cittadini, già finanziato dalla Regione nell’ambito della programmazione 2014-2020.
Altro intervento è quello della prosecuzione della Diagonale Verde, la nuova infrastruttura della mobilità dolce che si snoda lungo il percorso liberato dalla linea ferroviaria storica, da abbinare all’ampliamento della rete delle piste ciclabili comunali.
Il quarto progetto riguarda la rigenerazione della ex Stazione Piccola, che sarà trasformata nella nuova sede di ITS Maker, una delle 7 Fondazione regionali che propongono corsi di alta formazione tecnica nelle aree strategiche dell’economia regionale. Un impegno che mostra particolare attenzione nei confronti dell’occupabilità di giovani e donne e che al tempo stesso recupera un’area storica della città.
Infine, il Comune intende potenziare i servizi di accoglienza, orientamento e gestione delle persone senza fissa dimora, offerti dal Centro Servizi del Comune di Modena.

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