GIANLUCA PAGLIUCA “Volare libero” al Festival della Parola di Chiavari

Da molti, è considerato uno dei migliori portieri italiani di sempre.

Sicuramente, degli anni ’90. Lui è Gianluca Pagliuca, storico ex numero 1 di Sampdoria, Inter e Bologna e fino a qualche anno fa (superato da Buffon) detentore del record per il maggior numero di partite giocate in Serie A (592). Inoltre ha parato il maggior numero di rigori in A (24). Impressionante il suo record di presenze consecutive, ovvero 247, fra il marzo del 2000 e il gennaio del 2007.

Arrivato alla Samp nell’86 per volere del presidente Mantovani, nel ’91 fu uno dei protagonisti dello storico scudetto blucerchiato. Nel ’94 il passaggio all’Inter e l’eredità, pesantissima, di Walter Zenga. Con i nerazzurri Pagliuca, nonostante un ottimo rendimento, riuscirà ad alzare al cielo ‘solo’ una Coppa Uefa. Nell’estate del ’99, per volere del neo tecnico Marcello Lippi (che portò con se Peruzzi), Pagliuca dovette cambiare aria e andò nel suo Bologna per poi chiudere la carriera all’Ascoli, nel 2006-2007. Alla fine, il suo palmares parla di uno Scudetto, tre Coppa Italia, una Supercoppa italiana, una Coppa delle Coppe e una Coppa UEFA

«Ero sempre sicuro con lui, in campo sapevo che in ogni partita ci avrebbe salvato: è sempre stato un portiere sicuro, e questo pregio è stato fondamentale per lui. Siamo sempre stati molto uniti.» Dalla prefazione di Roberto Mancini 

Venerdì 2 giugno alle ore 19:00 GIANLUCA PAGLIUCA è ospite al Festival della Parola di Chiavari (Ge) per presentare il suo libro “Volare libero” (Minerva) e dialogare con il giornalista Pierluigi Senatore.

«Non sono soddisfatto dei miei portieri, ti vorrei in prestito alla Sampdoria per il Torneo di Viareggio» disse Antonio Soncini. Iniziò così la storia incredibile di Gianluca Pagliuca, che dopo quel torneo non si è più fermato. Un’adolescenza fatta di alti e bassi con un unico obiettivo: diventare un calciatore. All’inizio giocava ovunque, poi arrivò in porta e da lì non uscì più. Una vita fatta di sacrifici, dalle prime esperienze alla Ceretolese fino alla chiamata della Sampdoria, dove diventa grande. Da Genova a Milano, sponda Inter, dove si consacra come uno dei portieri più forti di sempre. Poi il ritorno a casa, a Bologna, dove dimostra che l’età non conta, e il record di Zoff infatti viene battuto. Dai campi della parrocchia fino ad arrivare ai Mondiali, il coronamento di un sogno. In questo libro c’è l’essenza del calcio, fatto di vita vissuta: un sacrificio dopo l’altro per raggiungere i propri sogni. Dai tanti aneddoti raccontati, passando per gioie e dolori, fino ad arrivare al rapporto con persone che hanno avuto un ruolo importante nella crescita di Gianluca, come uomo e come calciatore. Perché aveva un sogno, e lo ha raggiunto. Senza mai voltarsi indietro.

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