MANTOVA – Nella settimana della Scuola di Palazzo Te 2023, un calendario ricco eventi a Palazzo Te tra lezioni, danza e musica con i docenti Guido Rebecchini, Virgilio Sieni, il direttore Stefano Baia Curioni e altri ospiti artisti e studiosi.
Le attività della Scuola si aprono alla città con cinque appuntamenti promossi da Fondazione Palazzo Te in collaborazione con le associazioni culturali del territorio e il contributo di Regione Lombardia e Fondazione Comunità Mantovana.
Il primo evento in programma è mercoledì 21 giugno alle ore 18.30 nel Cortile d’Onore con il concerto IN C di Terry Riley, direttore Gabrio Taglietti, nell’ambito del progetto La libertà della musica a cura di Eterotopie. Protagonisti della performance allievi e docenti del liceo Musicale I. D’Este di Mantova, istituzioni musicali locali e artisti di passaggio per dare vita a una festa collettiva della musica che avrà la connotazione di un vero happening.
Giovedì 22 giugno alle ore 18.30 allo Spazio Te, Guido Rebecchini, docente del corso Studiare Arte, terrà la lezione pubblica Carlo V, l’ideologia imperiale e la politica delle arti di Federico Gonzaga. La conferenza metterà in luce la continuità e l’intensità dei rapporti che legano Mantova al più ampio scenario mediterraneo e globale, in una prospettiva di ricerca sulla città come “laboratorio artistico, culturale e politico europeo”.
A seguire, nella serata, alle ore 21.00 allo Spazio Te sarà presentato al pubblico con una proiezione gratuita il documentario Cucire il tempo. L’arte come tessitura del quotidiano, esito del progetto espositivo curato nel 2021 da Stefano Baia Curioni e Melina Mulas alle Pescherie di Giulio Romano. A partire da una riflessione sul lavoro di Maria Lai, la mostra ha raccolto la ricerca di sei artiste italiane: Sonia Costantini e Maria Lai, Marta Allegri e Irene Lanza, Rosanna Bianchi Piccoli e Antonella Zazzera.
Venerdì 23 giugno alle ore 21.00, Virgilio Sieni e Giuseppe Comuniello, danzatore cieco con cui il coreografo ha condiviso anni di ricerca e iniziazione al movimento, interpreteranno il duetto Danza Cieca.
La performance a Palazzo Te esplora la natura del gioco quale dispositivo poetico e creativo che apre e chiude ogni tratto del movimento: nel suo allestimento site-specific si presenta come uno spazio aperto e attraversabile in cui, intorno al nucleo dei due interpreti, le stanze s’illuminano di luce notturna, alternando bagliori e intermittenze di luce (Ingresso 5 euro).
“Danzo con un cieco per ascoltare ogni volta l’aria nuova intorno a noi, allenarmi alla presenza dell’aura che ci forgia e ci dilegua – racconta Virgilio Sieni –. La mente si articola nei gesti e si scioglie rimanendo attenta alle dinamiche di avvicinamento e di adiacenza. In prossimità dell’altro non si aprono territori da conquistare o da coltivare ma praterie selvagge che si muovono al vento e ad uno spazio necessariamente democratico, che media i nostri slanci, li fa confluire”.
Ultimo appuntamento della settimana, sabato 24 giugno alle ore 10.30 allo Spazio Te, Virgilio Sieni condurrà con Delfina Stella la lezione sul gesto L’agire e il cominciare, un incontro aperto ai cittadini di Mantova per vivere un’esperienza di relazione e trasmissione, inoltrandosi nelle pratiche riflessive, dilatate e lente che tengono il gesto su una soglia.
Fino a domenica 25 giugno sarà inoltre possibile visitare la mostra dossier L’imperatore e il Duca. Carlo V a Mantova a cura di Marsel Grosso e Daniela Sogliani.
La rassegna presenta a Palazzo Te il Ritratto di Carlo V con il cane eseguito da Jakob Seisenegger nel 1532 – concesso dal Kunsthistorisches Museum di Vienna – in dialogo con il Ritratto di Federico II Gonzaga nella riproduzione 1:1 del celebre dipinto di Tiziano realizzata da Factum Foundation, a partire dalla scansione in alta risoluzione dell’opera oggi custodita al Museo del Prado di Madrid.
Le cronache raccontano che Carlo V giunse in territorio mantovano il 24 marzo 1530 ed entrò in città con grandi festeggiamenti, restandovi poi per 25 giorni; un unico regista venne incaricato di ideare la scenografia che avrebbe fatto da sfondo all’evento: Giulio Romano. Il viaggio costituì un punto nevralgico di sintesi tra diplomazia, strategia militare e politica culturale in cui l’alleanza tra Carlo V e Federico II Gonzaga diventò arte.
Info: www.palazzote.it






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