Le temperature finora bizzarre dell’estate 2023, estremamente gradevoli per chi odia l’afa, anomale per chi invece è amante del caldo, stanno cer- tamente dando pensieri ai produttori di meloni della provincia di Mantova, che si trovano a dover convivere con un calo produttivo dovuto appunto all’avversa congiuntura meteorologica.
«Il mese di maggio – spiega l’ufficio tecnico di Confagricoltura Mantova – è stato decisamente strano, dato che in una ventina di giorni è caduta tutta l’acqua che nei precedenti mesi, altamente siccitosi, non è venuta. Questo ha messo in difficoltà i produttori di meloni, che proprio in quel periodo stavano attraversando una delle fasi decisive dell’annata produttiva».
La fase in questione è quella dell’allegagione, vale a dire il periodo iniziale dello sviluppo dei frutti successivo alla fioritura: «Rappresenta – prosegue Confagricoltura Mantova – il rapporto fra il numero di frutti che si sviluppano da fiori fecondati e quello dei fiori totalmente presenti sulla pianta all’inizio della fioritura. Può essere anche considerato come un buon indice di efficienza del duplice processo di impollinazione e fecondazione».
E proprio la fecondazione ha risentito dell’andamento climatico: «Mai vista un’annata così – spiega Cristiano Lorenzini, che alla Lorenzini Naturamica di Sermide coltiva 400 ettari di melone in pieno campo – un maggio del genere, tra pioggia, poca luce e temperature inferiori alla media, ha fatto muovere pochissimo le api, con conseguente calo produttivo, che noi, nei primi trapianti, abbiamo stimato toccare punte anche del 50%. Le piante fecondate poi sono cresciute poco. Le prossime settimane? Ci sarà sicuramente un miglioramento e una maggiore stabilità, ma è chiaro che con i trapianti in arrivo non recupereremo ciò che è stato perso finora».
Dello stesso avviso anche Dario Merighi, che sempre nella zona di Sermide, a Santa Croce, conduce un centinaio di ettari: «La mancanza d’acqua non è stata un problema – spiega – al contrario, ne è venuta troppa nei momenti sbagliati. L’umidità e il freddo anomalo rispetto al periodo hanno colpito le piante, che hanno reagito producendo meno frutti. Quest’anno la continuità, al momento, è venuta a mancare».
