Nuove ricerche e informazioni corrette sull’endometriosi al centro di Endo Wave

Con la Dott.ssa Katiuscia Menni, medico radiologo responsabile dell’equipe radiologica dell’Ospedale San Pellegrino di Castiglione delle Stiviere (MN)

Informazione e ricerca sull’endometriosi sono i temi su cui ha navigato la barca a vela di Endo Wave, sull’onda della consapevolezza, che il 6 ottobre 2023 ha attraversato 35 miglia da Catania a Siracusa, coinvolgendo medici e specialisti esperti della malattia, che colpisce il 10% della popolazione femminile, provenienti da tutta Italia. 

Un evento unico, organizzato per la prima volta dall’A.P.E. Associazione Progetto Endometriosi, in collaborazione con la Lega Navale Italiana, per accendere un faro importante sulla patologia, spesso invalidante. «Informare sull’endometriosi vuol dire non solo parlare alla donna su 10 che ne è affetta ma anche alle altre 9 e a tutti coloro che ne vorrebbero sapere di più.

Questo è importante per ridurre il ritardo diagnostico e perché nessuna donna, una volta ricevuta la diagnosi, si senta non capita e quindi sola», ha sottolineato Annalisa Frassineti, presidente dell’A.P.E., che da 18 anni organizza progetti unici e di grande impatto per aiutare le donne, fare formazione e informazione. Insieme a lei, anche Jessica Fiorini vicepresidente A.P.E., Vanessa Nebuloni del consiglio direttivo A.P.E. e la referente per la Sicilia Chiara Catalano

«In questi anni molti passi in avanti sono stati fatti grazie alla legge regionale del 28 dicembre 2019 – ha commentato quest’ultima – . E’ stato possibile creare due poli diagnostici: uno a Palermo, l’altro a Catania che hanno il compito di coordinare la rete delle ginecologie di tutta l’isola. L’unico modo per fare prevenzione è ascoltare il proprio corpo ma soprattutto fare informazione e oggi con Endo Wave ci auguriamo che il vento porti lontano questo messaggio».

La veleggiata ha condotto poi i partecipanti nei saloni dell’Ortea Palace Sicily dove si è tenuta una cena di gala, con la testimonial Guenda Goria, che da qualche anno è impegnata nel fare luce sulla malattia, per raccogliere fondi a supporto delle attività di formazione al personale sanitario, indispensabile per ridurre i tempi della diagnosi ed individuare le cure più idonee per ogni donna, oltre a sensibilizzazione sull’endometriosi.

Il 7 ottobre si è tenuta una conferenza pubblica con protagonisti i ginecologi esperti della malattia provenienti da tutta Italia. «È fondamentale conoscere e saper riconoscere l’endometriosi al fine di poter indirizzare le pazienti con sospetto di endometriosi nei centri di riferimento, dove anche grazie ad un ecografia ginecologica di 2° livello, è possibile diagnosticarla e trattarla per tempo al fine di preservare anche la fertilità della donna» – ha sottolineato Martino Rolla ginecologo dirigente medico presso UOC Ostetricia e Ginecologia Azienda Ospedaliero Universitaria di Parma e Responsabile dell’ambulatorio endometriosi. «Pur potendo presentarsi in maniera del tutto asintomatica, l’endometriosi si caratterizza per l’intensa sintomatologia dolorosa pelvica e per l’infertilità, di cui rappresenta una delle maggiori cause –– ha evidenziato Maria Manzone, ginecologa ISSA School, IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria, Negrar di Valpolicella, Verona-. La cura della paziente endometriosica parte dal corretto inquadramento diagnostico, che è la cosa più importante per bloccare il progredire indisturbato della patologia. Il tipo di cura va sempre orientato e adattato alla paziente, alla sua sintomatologia, al suo desiderio riproduttivo e non alla lesione».

Il convegno è stato occasione anche per parlare delle ultime ricerche relative alla malattia, alcune delle quali sono state illustrate da Stefano Guerriero, ordinario di ostetricia e ginecologia, direttore diagnostica Ostetrico-Ginecologica del presidio ospedaliero Duilio Casula Azienda Ospedaliera Università di Cagliari: «Purtroppo, sebbene importanti ed innovativi, la ricaduta nella pratica clinica di questi studi non sarà immediata. La relazione, ad esempio, con le malattie autoimmuni scoperta anni fa non conduce sempre in automatico la paziente a fare “screening” sulle altre malattie».

Importante nella ricerca dell’endometriosi è l’uso della risonanza magnetica, come evidenziato da Katiuscia Menni, medico radiologo responsabile dell’equipe radiologica dell’Ospedale San Pellegrino di Castiglione delle Stiviere (MN): «Nelle linee guida si stabilisce che, con sintomi suggestivi per endometriosi con esame clinico-ecografico negativo si debba richiedere la risonanza magnetica soprattutto per la ricerca di endometriosi peritoneale, per la valutazione delle aderenze e per la ricerca di localizzazioni non rilevabili con esame clinico-ecografico. Ad esempio, nelle sedi extrapelviche o per il coinvolgimento diretto o indiretto dei nervi. L’esame deve essere effettuato e refertato da personale esperto, con conoscenza dell’anatomia pelvica e delle distorsioni che l’endometriosi può creare. Il medico deve conoscere i segnali della risonanza tipici per individuare segni diretti ed indiretti di malattia». Antonio Simone Laganà, ginecologo Università di Palermo e coordinatore del gruppo “Endometriosi” della Società Europea di Riproduzione Umana ed Embriologia, ha partecipato al panel di esperti internazionali che hanno redatto le nuove linee guida per il management della paziente con endometriosi, che rappresentano un significativo passo in avanti per migliorare i protocolli diagnostico-terapeutici utilizzati a livello mondiale. «Tra le maggiori novità introdotte c’è la possibile diagnosi non-invasiva mediate ecografia o risonanza magnetica» – ha sottolineato lo specialista, che poi si è soffermato anche sull’aggiornamento di protocolli ad hoc per la procreazione medicalmente assistita, per le terapie farmacologiche e per le tecniche chirurgiche.

Cos’è l’endometriosi? 

L’endometriosi è una malattia infiammatoria cronica che colpisce in Italia circa il 10% della popolazione femminile in età fertile, anche se i dati sono estremamente parziali e probabilmente sottostimati. I sintomi più diffusi sono: forti dolori mestruali ed in concomitanza dell’ovulazione, cistiti ricorrenti, irregolarità intestinale, pesantezza al basso ventre, dolori ai rapporti sessuali, infertilità nel 35% dei casi. Per una malattia di cui non si conoscono ancora le cause, per la quale non esistono cure definitive né percorsi medici di prevenzione, per limitare i danni che l’endometriosi provoca, è fondamentale fare informazione per creare consapevolezza!

L’A.P.E. è una realtà nazionale che da 18 anni informa sull’endometriosi, nella consapevolezza che l’informazione sia l’unica prevenzione ad oggi possibile.

Sul sito dell’APE – www.apendometriosi.it – ci sono tutte le informazioni utili e i progetti per aiutare concretamente le donne affette da endometriosi e per entrare a far parte della rete nazionale.

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