Domenica 3 dicembre alle ore 16:00 alla Postumia di Gazoldo degli Ippoliti, inaugurazione della mostra “Tracce d’Amore”, omaggio all’arte di Ida Valentina Tampellini e Hikari Miyata, a cura di Fabio Malavasi.
Ida Valentina Tampellini nasce a San Benedetto Po, ma da subito decide per una vita da svolgere in percorsi che si sviluppano all’interno dell’arte. Per questo si iscrive all’Accademia d’Arte di Brera a Milano… A differenza di quelli trasferiti a Milano, Ida Valentina non voleva lasciare la terra, ma aveva deciso di investire in cultura ed arte.
Ida Valentina pensò di sfruttare le oltre 4 ore di viaggio per disegnare immagini dei volti dei viaggiatori, ottenendo uno spaccato sociologico molto raffinato delle popolazioni del suo tempo… A Milano Ida Valentina trova la cultura che cercava e impara nuove forme d’arte. Trova anche persone che avrebbero cambiato la sua vita.
Hikari Miyata non poteva avere una formazione più diversa da quella di Ida Valentina. Nato in Giappone, sfrutta le competenze acquisite nella sua scuola per investire nel campo pubblicitario. Inizia la sua attività professionale lavorando per la Honda. La carriera di Hikari prosegue in Europa, dove viene inviato per gestire una campagna pubblicitaria nei paesi dell’Est. E proprio nel 1968 viene esposto all’ondata della Primavera di Praga, che però si conclude con l’arrivo dei massicci carri armati sovietici. Alla fine di questa complessa stagione, Hikari si prende un periodo per visitare l’Europa e analizzare comparativamente le grandi differenze rispetto al Giappone…Hikari decide di lasciare la sua patria, viene in Italia all’Università degli Stranieri di Perugia e successivamente passa a Milano all’Accademia di Brera. Da qui parte una storia in comune con Ida Valentina, storia che viene rigorosamente tenuta celata alla famiglia italiana, poco propensa a persone “non dei paesi tuoi”. Dopo un lungo periodo di lavoro ai fianchi condotto da numerose persone, la Chiesa di San Benedetto Po ha finalmente potuto vedere una cerimonia nuziale con sposa in kimono bianco (tradizionale dono della famiglia dello sposo) e un giovane artista con physique du role e abito occidentale. Le loro carriere artistiche si sono sviluppate in modi diversi: da una parte hanno investito in arti figurative con importanti richiami al Giappone, con cui la coppia ha mantenuto stretti contatti; dall’altra Hikari ha immortalato punti chiave del territorio padano – e in particolare di San Benedetto Po -, riprendendo corti che ormai non esistono più. Il loro studio-atelier in Villa Garibaldi è quanto di più unico ed inatteso si possa trovare nella zona dei Due Bugni. Lo studio è una incredibile raccolta di varie forme d’arte che privilegiano anche una forza della espressività calligrafica. Non meno importante è la collezione di una coppia di artisti che pensa in libertà…Le opere d’arte di Hikari e Valentina (difficile scindere gli specifici contributi) toccano l’anima per bellezza e contributi personali. Confesso che non mi era capitato di vedere un’attenzione sui punti qualificanti del nostro territorio mediati da un’ottica orientale. E forse il filtro giapponese è quello che li rende importanti e toccanti… Fabio Malavasi
Presentazione del libro di Learco Guerra Jr ERA MIO NONNO – l’irripetibile storia della “Locomotiva umana” raccontata dal nipote
con la partecipazione straordinaria di Adalberto Scemma, giornalista/postumiatis e… tanto di più, e di Fausto Armanini, presidente provinciale della Federazione Ciclistica Italiana.
Concerto classico della pianista Silvana Gatti e del soprano Giuseppina Colombi.
Straordinarie interpreti della tradizione musicale europea sono docenti di pianoforte e di canto al Liceo Musicale Statale “Isabella d’Este” di Mantova.
Programma:
C.W. GLUCK : Che farò senza Euridice (da “Orfeo ed Euridice”)
F. CILEA: Io son l’umile ancella (da “Adriana Lecouvreur”)
C. SAINT-SAENS: Mon coeur s’ouvre à ta voix (da “Samson et Dalila”)
G. BIZET: L’amour est un oiseau rebelle (Habanera da “Carmen”)
G.DONIZETTI : La folle de Sainte Hélène
G.PUCCINI: Sole e amore
R. LEONCAVALLO: Mattinata
E. DE CURTIS: Torna a Surriento
E. DI CAPURA: I’ te vurria vasà
F. LEHAR: Tu che m’hai preso il cuor (dall’Operetta “Il paese del sorriso”)






Ho partecipato all’evento ed alla mostra di pittura conclusasi con canto lirico e musiche al pianoforte estremamente interessante