La cerimonia pubblica si è svolta nel pomeriggio di martedì 20 febbraio a Bologna.
BOLOGNA – La cantante lirica Raina Kabaivanska, di origine bulgara, da tempo in Emilia-Romagna e l’architetto Dante Bini, emiliano di nascita ma che opera negli Stati Uniti: sono le due personalità cui la Regione Emilia-Romagna ha deciso di assegnare il Premio Emilia-Romagna Cultura.
Il riconoscimento, istituito dalla Regione Emilia-Romagna, alla prima edizione, è stato consegnato oggi nel corso di una cerimonia pubblica dal presidente, Stefano Bonaccini, e dall’assessore alla Cultura e Paesaggio, Mauro Felicori. Presente tra gli intervenuti la Console generale di Bulgaria a Milano, Ana Paskaleva.
Per la cantante Raina Kabaivanska la motivazione del premio è legata agli straordinari meriti artistici della sua carriera e all’impegno appassionato per la formazione di nuovi talenti; nel caso dell’architetto Dante Bini, sono stati riconosciuti i risultati di eccellenza conseguiti nella ricerca architettonica e nello sviluppo di tecniche costruttive innovative.
Il Premio Emilia-Romagna Cultura sarà assegnato annualmente a una donna e a un uomo che si siano particolarmente distinti in ambito culturale, scelti tra le persone in vita che siano nate e/o residenti, vivano o lavorino in Emilia-Romagna, che abbiano dato lustro alla regione nel corso della loro vita.
“Il genio creativo e il talento di donne e uomini, emiliano-romagnoli di nascita o che qui lavorano e operano, arricchiscono la nostra regione- hanno detto Bonaccini e Felicori-. Crediamo sia giusto attribuire ad alcuni di essi un riconoscimento che sottolinei quanto sia importante il loro apporto e che dimostri la gratitudine di noi tutti”.
Il premio consegnato oggi è un’opera della linea ‘Cielo’ di due ceramisti faentini, selezionati dalla direttrice del Museo Internazionale delle Ceramiche, Claudia Casali, Ilaria Biffara e Giampaolo Santoddì di Pantoù ceramics, marchio fondato nel 2020 a Faenza, con uno studio aperto al pubblico in centro storico. La recente alluvione ha interessato fortemente il laboratorio e la loro abitazione, e da maggio 2023 sono ospiti di Palazzo Muky Matteucci, realtà culturale gestita dal MIC Faenza.
Nell’occasione, il sindaco di Castelfranco Emilia, Giovanni Gargano, ha consegnato all’architetto Dante Bini il Premio della Città di Castelfranco Emilia, rappresentato dall’ “Aes Signatum”, il riconoscimento che viene conferito dall’amministrazione comunale a cittadini e cittadine illustri che si sono contraddistinti per i risultati conseguiti con la loro attività. L’architetto Mario Cucinella ha omaggiato l’architetto Bini di un originale cappello a forma di cupola.
Raina Kabaivanska
Nata a Burgas (Bulgaria), sul Mar Nero, vive da decenni in Emilia-Romagna, a Modena, ed e una delle cantanti liriche piu importanti dei nostri tempi. Diplomata in canto e pianoforte al conservatorio di Sofia, nel 1957 debutta all’Opera Nazionale Bulgara. L’anno successivo ottiene una borsa di studio per studiare canto presso il Bolshoi di Mosca, ma chiede e ottiene di trasferirsi in Italia, dove segue gli insegnamenti di Zita Fumagalli Riva a Milano.
Il suo debutto al Teatro alla Scala nel 1961 e l’inizio di una splendida carriera sui palcoscenici di tutti i grandi teatri e sale di concerti del mondo: dal Covent Garden di Londra all’Opera di Parigi, dal Metropolitan „Opera di New York al Teatro Colon di Buenos Aires, dal Bolshoj di Mosca allfOpera di Tokio, al Festival di Salisburgo e molti altri.
Raina Kabaivanska e molto attiva in Italia, dove canta in tutti i grandi teatri e in molti altri piu piccoli (La Fenice di Venezia, l’Arena di Verona, i teatri lirici di Torino, di Genova, di Parma, di Bologna, di Modena, l’Opera di Roma). Partner di Raina Kabaivanska sono stati alcuni tra i piu grandi tenori del Novecento – Mario del Monaco, Jon Wickers, Carlo Bergonzi, Alfredo Kraus, Placido Domingo, Jose Carreras, Luciano Pavarotti.
Durante i suoi 55 anni di carriera Kabaivanska interpreta ruoli indimenticabili di un repertorio che colpisce per la sua ampiezza. L’amore per il belcanto l’ha portata a dedicarsi con passione all’insegnamento in Francia, Spagna, Bulgaria. In Italia ha insegnato all’Accademia Chigiana e, in particolare, presso il Conservatorio Vecchi-Tonelli di Modena. Qui, da oltre 20 anni, e attiva la sua Masterclass in tecnica vocale e interpretazione del repertorio, corso che e stato recentemente inserito tra le piu prestigiose iniziative di formazione del protocollo Modena Citta del Belcanto, un accordo tra piu enti per la formazione professionale dei cantanti lirici, la promozione e la valorizzazione dellfofferta culturale del territorio.
Tra i suoi allievi figurano cantanti oggi ai vertici del panorama operistico internazionale come Maria Agresta, Andrea Care, Veronica Simeoni, Vittoria Yeo e numerosi altri.
Dante Bini
Nato a Castelfranco Emilia (Modena) il 22 aprile 1932, occupa un ruolo di assoluto rilievo nel panorama culturale internazionale, per la sua incessante attivita di sperimentazione nel campo dell’architettura contemporanea. Dante Bini si laurea in Architettura presso l’Universita di Firenze nel 1962. Precursore di tecniche costruttive innovative, si inserisce a pieno titolo nei movimenti d’avanguardia italiani come Archizoom e Architettura Radicale e nelle ricerche portate avanti dal gruppo di architetti di Arcosanti in Arizona.
La ricerca di Dante Bini spazia in differenti settori dell’architettura: dalle case di abitazione popolare alla progettazione di case temporanee per il sopraggiungere di calamita naturali, dagli edifici specialistici fino alla forma urbana, arrivando a prototipi di abitazione per stazioni satellitari.
Questa sua versatilita lo porta a viaggiare in diversi continenti, dagli Stati Uniti allfUnione Sovietica all’Australia.
Alla visionarieta e sperimentazione Dante Bini coniuga un pragmatismo “gemiliano”, sviluppando più di un centinaio di brevetti sull’automazione di cantiere. Fra questi, hanno assunto fama mondiale le Binishell (1969), semicupole realizzate sfruttando l’aria. Ce ne sono migliaia nel mondo, forse la più celebre e la Casa/Cupola di Michelangelo Antonioni e Monica Vitti in Sardegna.
Dal 1981 si stabilisce negli Stati Uniti, applicandosi in particolare allo sviluppo di modelli urbani complessi caratterizzati da sistemi altamente tecnologici e sostenibili per la mobilita urbana collettiva, dove il motivo dominante della ricerca progettuale si fonde su un nuovo concetto di ecologia dell’abitare, l’arcologia.



