Con una MERENDA ROSA e l’esposizione di opere Yarn Bombing a CERESE è stata ricordata la Giornata Internazionale dei Diritti della Donna

di Paolo Biondo

CERESE di BORGO VIRGILIO – Lo scorso 8 marzo, la “Giornata Internazionale dei Diritti delle Donne”, è stata ricordata a Borgo Virgilio con una iniziativa davvero unica nel suo genere.

Per ridare senso a questa festa, per parlare di inclusione e delle malattie che colpiscono le donne, nasce l’idea di Jessica Lamagni della gelateria Papaya di Borgo Virgilio: merenda in rosa in collaborazione con l’associazione “Il Germoglio” e il gruppo Yarn Bombing Mantova che ha avuto il patrocino del comune di Borgo Virgilio.

L’associazione Il Germoglio, nasce da un gruppo di volontarie che hanno affrontato il cancro al seno o ne hanno ricevuto una diagnosi; il gruppo Yarn Bombing Mantova utilizza il “graffiti knitting” (alla lettera in italiano graffiti a maglia) per veicolare messaggi sociali importanti.

Lo yarn bombing è un particolare tipo di arte di strada costituito da esposizioni colorate di opere formate da installazioni lavorate a maglia o all’uncinetto, che solitamente sono posti ad avvolgere oggetti presenti in luoghi pubblici, invece che dipinti o disegni realizzati con vernici.

Per l’occasione, la gelateria Papaya è stata allestita tutta in rosa (dolci compresi) da Jessica e dalle volontarie delle due associazioni e una parte del ricavato è andato in beneficenza appunto all’associazione “Il Germoglio”.

La manifestazione si è svolta alla presenza del vice sindaco Elena Dall’Oca e dell’assessore ai servizi sociali Teresa Armatruda che, con la vicepresidente dell’associazione hanno tagliato la torta in rosa, creata appositamente da Massimiliano Marazzini.

Il tema della Giornata Internazionale della Donna cambia ogni anno: quest’anno è “Inspire Inclusion”. “Quando ispiriamo gli altri a comprendere e valorizzare l’inclusione delle donne, creiamo un mondo migliore”, afferma il sito web IDW.

“E quando le donne stesse sono ispirate a essere incluse, c’è un senso di appartenenza, rilevanza ed emancipazione. Collettivamente, creiamo un mondo più inclusivo per le donne”.

Oggi la festa della donna ha un po’ perso il suo valore iniziale e, mentre ci sono organizzazioni femminili che continuano a cercare di sensibilizzare l’opinione pubblica sui problemi di varia natura che riguardano il sesso femminile (come la violenza contro le donne e il divario salariale rispetto agli uomini).

Molte donne, invece, considerano questa giornata come l’occasione per uscire da sole con le amiche, lasciando mariti, compagni e figli a casa, e concedersi qualche “sfizio”, che magari in altre serate non sarebbe permesso.

La ricorrenza della Giornata Internazionale dei Diritti della Donna è nata per ricordare sia le conquiste sociali, economiche e politiche, sia le discriminazioni e le violenze di cui le donne sono state e sono ancora oggetto in quasi tutte le parti del mondo. In questa giornata si commemorano e onorano i successi delle donne, per aumentare la consapevolezza sulle disparità di genere e la discriminazione.

Ma cosa si sa realmente di questa giornata, al di là degli stereotipi della mimosa e delle uscite a cena tra amiche?

Lo scopo della giornata varia in base al Paese che la commemora: in alcuni è un giorno di protesta, mentre in altri è un mezzo per promuovere l’uguaglianza di genere.

A San Pietroburgo, l’8 marzo 1917, le donne manifestarono per la prima volta e per chiedere la fine della guerra. In seguito, per ricordare questo evento, durante la Seconda Conferenza Internazionale delle Donne Comuniste, che si svolse a Mosca nel 1921, fu stabilito che l’8 marzo fosse la giornata dell’operaia. Nel secondo dopoguerra, anche in America la data dell’8 marzo inizia ad essere associata alla morte di centinaia di operaie che sarebbe avvenuta, in quel giorno dell’anno 1908, nel rogo di una inesistente fabbrica di camicie Cottons di New York.

Questo evento immaginario è probabilmente ispirato da una tragedia realmente avvenuta in quella città, ma il 25 marzo 1911, l’incendio della fabbrica Triangle: in questo incendio morirono 146 lavoratori, 123 donne e 23 uomini (in gran parte giovani immigrate di origine italiana ed ebraica) ed ebbe particolare rilievo, sia per le conseguenze giudiziarie estremamente lievi per i responsabili della fabbrica, sia per le successive lotte sindacali per le riforma delle norme relative alla sicurezza e ai diritti dei lavoratori.

Il 1975 è stato definito dalle Nazioni Unite come l’Anno Internazionale delle Donne e l’8 marzo di quell’anno i movimenti femministi di tutto il mondo hanno manifestato per ricordare l’importanza dell’uguaglianza dei diritti tra uomini e donne. Per saperne di più sia dell’associazione che del gruppo vi invitiamo a visitare le loro pagine web: – https://www.ilgermogliomantova.it/ e la pagina Facebook collegata; – le pagine Facebook e Instagram Yarn Bombing Mantova.

Rispondi

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.