Le imprese possono aderire volontariamente al progetto, inserito all’interno del Piano regionale della Prevenzione 2021-2025, realizzando azioni concrete per promuovere la salute dei dipendenti, al lavoro e fuori
Zero zucchero come impostazione di base nei distributori di caffè all’interno delle strutture dell’Ausl di Reggio Emilia. Un accorgimento all’apparenza piccolo, ma che ha permesso in un anno di dimezzarne quasi il consumo nelle bevande calde con un risparmio di 3,6 tonnellate di zucchero, e di evitare l’assunzione di circa 14 milioni e mezzo di calorie.
Per fare prevenzione e promuovere salute tutto può servire: organizzare camminate di gruppo, definire menu ipocalorici nelle mense, favorire l’attività fisica, sensibilizzare rispetto all’assunzione di comportamenti a rischio e incentivare l’adesione agli screening.
Esempi di azioni e buone pratiche messe in campo dalle aziende dell’Emilia-Romagna che partecipano volontariamente al programma regionale ‘Luoghi di lavoro che promuovono salute’, promosso dalla Regione nell’ambito del Piano regionale della Prevenzione 2021-2025.
Da Piacenza a Rimini, sulla base dei dati raccolti e aggiornati a dicembre 2023, hanno aderito al programma 206 aziende pubbliche e private, per un totale di oltre 80.000 lavoratori e lavoratrici che possono essere coinvolti nelle attività.
“Il programma punta a diffondere la consapevolezza che investire sulla salute dei dipendenti rappresenta un patrimonio per ogni impresa e un valore aggiunto anche in termini di produttività- affermano gli assessori alle Politiche per la salute, Raffaele Donini, e al Lavoro, Vincenzo Colla-. Una strategia di collaborazione tra sistema sanitario e mondo del lavoro, che da anni è uno degli obiettivi del Piano regionale della Prevenzione della Regione. L’ambiente di lavoro- proseguono gli assessori- rappresenta un luogo privilegiato per raggiungere tanti cittadini di ogni genere e fascia di età, con iniziative mirate ad adottare corretti stili di vita e a contrastare i fattori di rischio alla base delle principali malattie croniche. Tanti esempi di buone pratiche vengono dal privato, ma anche dalle stesse Aziende del servizio sanitario regionale che sono chiamate in prima battuta a dare l’esempio”.
L’impegno del servizio sanitario regionale per promuovere la salute nei luoghi di lavoro conta infatti molte buone pratiche (v. allegato): tornei sportivi aziendali, attività motoria nel tempo libero, gruppi di cammino e gare di orienteering; incentivazione degli spostamenti casa-lavoro in bicicletta anche grazie all’acquisto di mezzi aziendali, realizzazione di video tutorial sul benessere psico-fisico, e ancora percorsi di nutrizione per dipendenti in sovrappeso, attività di sensibilizzazione sugli screening e le campagne vaccinali.
Numerosi i progetti che anche le aziende private possono realizzare, come prevede il Programma ‘Luoghi di lavoro che promuovono salute’: ad esempio, installare distributori di cibi e bevande salutari, definire con i fornitori interni o esterni un menù bilanciato e non troppo calorico, offrire percorsi per smettere di fumare, sensibilizzare sui rischi connessi all’abuso di alcol e altre dipendenze patologiche; stipulare convenzioni agevolate per l’utilizzo di palestre, piscine e centri sportivi da parte dei propri dipendenti o favorire l’attività fisica interna con attività agonistiche; e ancora, promuovere gli screening oncologici e incoraggiare le vaccinazioni per i lavoratori a rischio.
Azioni mirate sono previste sul tema dell’invecchiamento attivo al lavoro dei lavoratori in età più avanzata, a maggior rischio di sviluppare malattie croniche, con l’obiettivo di individuare strumenti e strategie per favorire il loro mantenimento al lavoro con un ruolo attivo. Altri interventi inclusi nel programma riguardano la promozione di sani stili di vita nelle donne in età lavorativa, con la predisposizione di progetti indirizzati ad aumentare l’attività fisica e la corretta alimentazione.
Come funziona il programma
Il programma prevede che le aziende attivino processi condivisi e interventi strutturati con una precisa finalità: rendere il luogo di lavoro un ambiente favorevole alla salute e incrementare il livello di consapevolezza e competenza dei lavoratori su questi temi.
Le aziende pubbliche e private che aderiscono al progetto si impegnano a: costruire, attraverso un processo partecipato, un contesto che faciliti l’adozione di comportamenti e scelte positive per la salute; assumere un ruolo attivo nella promozione della salute e del benessere e orientare in modo positivo le abitudini di vita dei lavoratori, sostenendo le loro scelte salutari; migliorare le conoscenze in tema di salute e favorire il cambiamento degli stili di vita dei lavoratori, in particolare nell’ambito dell’alimentazione, dell’attività fisica e del contrasto al consumo di alcol e tabacco.
Un ruolo chiave all’interno del progetto è quello svolto dal medico competente che si occupa della prevenzione dei rischi e della tutela dei lavoratori, orientando la scelta delle azioni da inserire nel programma e offrendo un supporto individuale ai dipendenti per indirizzarli verso stili di vita salutari.
I vantaggi per le aziende
Numerosi i vantaggi che le campagne di promozione della salute possono apportare alla vita aziendale, sia dal punto di vista economico che sociale, primo fra tutti la possibilità di migliorare le condizioni di salute dei lavoratori legate alle patologie croniche e conseguentemente influire favorevolmente sull’idoneità alla mansione lavorativa e sulla capacità lavorativa. I dati raccolti in letteratura evidenziano inoltre la possibilità di ridurre infortuni, assenze per malattia ma anche il cosiddetto fenomeno del ‘presenteismo’, legato a chi va a lavorare anche se malato; tra gli effetti positivi, inoltre, la diminuzione della conflittualità e una migliore gestione dell’invecchiamento. Non ultima, la promozione di un’immagine aziendale positiva e attenta alle necessità dei lavoratori, l’opportunità di ottenere eventuali e determinati benefici fiscali e la possibilità per l’azienda di essere inserita sul sito web della Regione.
Informazioni dettagliate sul programma, sulle modalità di adesione e sull’elenco delle aziende aderenti a questo link.
Il servizio sanitario regionale è in prima linea per promuovere la salute sul luogo di lavoro, ecco alcune buone pratiche adottate dalle Aziende sanitarie dell’Emilia-Romagna.
L’Ausl di Bologna nel 2024 ripropone il corso per i dipendenti “Tornare a respirare” (sei incontri con esercizi di yoga e feldenkrais) e il progetto “PalestrAusl” (attività motoria nelle Casa della comunità); in programma anche un torneo di calcio a 5 aziendale, gare di orienteering e una caccia al tesoro.
Nell’Ausl di Imola, invece, è partito un gruppo di cammino bisettimanale aperto a tutti, per promuovere salute e senso di comunità; il percorso dura circa un’ora e parte dall’ingresso dell’Ospedale Nuovo di Imola.
Anche l’Ausl di Parma ha attivato alcuni gruppi di cammino, organizzati sui distretti della provincia e rivolti sia ai dipendenti che alla cittadinanza: il punto di ritrovo e di partenza delle camminate è molto spesso vicino alle Case della comunità o ad altre strutture sanitarie. In alcuni locali aziendali, attraverso convenzioni con il Cral, sono stati organizzati a prezzo agevolato corsi di yoga, pilates e danzaterapia rivolti ai dipendenti. Inoltre, con l’iniziativa ‘Bike to Work’, sono previste azioni di sensibilizzazione, promozione e incentivazione degli spostamenti casa-lavoro in bicicletta.
Punta sulle due ruote anche l’Ausl di Ferrara. Lo ha fatto sia aderendo al progetto ‘Bike to Work’, sia acquistando quattro biciclette, a disposizione degli operatori delle Unità operative del Dipartimento di Sanità pubblica, per favorire gli spostamenti durante l’attività di vigilanza nel centro cittadino.
Trasformare le pause lavoro in brevi momenti dedicati a semplici esercizi fisici è invece l’obiettivo del progetto ‘Pause attive’, lanciato nel 2023 dall’Ausl di Modena con lo scopo di prevenire e migliorare, attraverso brevi video, i disturbi muscolo-scheletrici e il benessere psicofisico dei lavoratori. Tra gli altri progetti proposti ai dipendenti le camminate storico-culturali in piccoli gruppi, accompagnate da una guida turistica, ottima occasione per tenersi in movimento e socializzare.
Nell’Ausl della Romagna e nell’Ausl di Piacenza c’è un percorso aziendale di dietetica e nutrizione a cui possono rivolgersi i dipendenti con problemi di sovrappeso e obesità.
Nell’Ausl Romagna, inoltre, è stato avviato ‘Movimentiamo-Ci’, un progetto sperimentale con lezioni di tecniche di rilassamento e posturali rivolto a quegli operatori sanitari che per lavoro si occupano di muovere pazienti o carichi pesanti e che manifestano problemi osteoarticolari o muscolari a cervicale e spalle. Il progetto è nato in ottica integrativa tra diverse figure professionali (Medico competente, Fisioterapista e Tecnici afferenti al SPP) a livello aziendale trasversale, pertanto coinvolge tutte le aree territoriali (Cesena, Forlì, Ravenna e Rimini). Nel 2023 si è partiti in via sperimentale a Forlì, con la decisione condivisa di estenderlo nel 2024 anche agli altri ambiti, tramite un coinvolgimento delle direzioni. Il servizio di Sorveglianza sanitaria, composto da dirigenti medici e infermieri, ha individuato il personale sanitario con problematiche osteoarticolari in fase cronica e non acuta, ha contattato il personale in maniera propositiva spiegando il progetto, l’impegno richiesto e in collaborazione con la U.O. Formazione ha effettuato l’accreditamento delle sedute.
Infine, l’Ausl di Reggio Emilia ha scelto che le macchine distributrici di caffè e bevande calde siano impostate sull’opzione zero zucchero, per cui occorre un gesto di consapevolezza per zuccherare. Una decisione che in un anno ha portato quasi a dimezzare il consumo di zucchero nelle bevande calde, risparmiando circa 3.680 chili di zucchero, cioè oltre 14 milioni e mezzo di calorie (considerando che 1 grammo di zucchero apporta circa 4 calorie). Inoltre, nei distributori a maggior consumo è presente un video di 24 secondi sulla campagna vaccinale, in modo da coniugare la pausa caffè con informazioni di prevenzione sanitaria.
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